Verso le 22 di venerdi’ sera il presidente della Repubblica francese è  stato evacuato in fretta e furia, insieme alla consorte, dal teatro delle Bouffes du Nord, a Parigi, dove assisteva allo spettacolo « La Mouche , protetto dalla polizia, sepolto dai fischi dei manifestanti all’esterno della sala. Secondo gli intimi della coppia, Macron « continuerà ad andare al teatro come ha l’abitudine di fare e farà il necessario perché delle azioni politiche non disturbino la libertà d’espressione, la libertà degli artisti e la libertà di creazione ».

I manifestanti erano  stati informati dal tweet di un giornalista militante, Taha Bouhafs, 22 anni, presente in sala, seduto tre file dietro la coppia presidenziale. Bouhafs aveva chiesto alle decine di migliaia di abbonati al suo account se doveva tirare al presidente una scarpa, come aveva fatto un giornalista irakeno con il presidente americano George W.Bush nel 2008. Bouhafs è stato tradotto al commissariato e trattenuto in stato di fermo per “partecipazione ad un gruppo intenzionato a commettere delle violenze…” Taha Bouhafs, noto per aver filmato l’ex responsabile della sicurezza di Macron Alexandre Benalla mentre si accaniva a bastonate su una coppia a Parigi durante la manifestazione del 1° maggio 2018, era già stato fermato a giugno mentre seguiva una manifestazione in banlieue e sarà giudicato il 22 febbraio prossimo per “resistenza e oltraggio”.

Anche un altro giornalista aveva segnalato la presenza di Macron al teatro sul suo conto Twitter. Uno dei manifestanti, Arthur Knight, ha spiegato che si trovava all’università popolare Paris 7 per un corso e, ricevuto il messaggio, era venuto con altri per ricordare che è in corso, fra l’altro,  una contestazione della riforma delle pensioni. Per il capogruppo di LREM (il partito del presidente, Gilles LeGendre, “gli autori di queste aggressioni seminano la violenza e la discordia. Li faremo indietreggiare grazie all’unità e alla solidarietà dei francesi. » E’ di tutt’altra opinione Eric Coquerel, coordinatore de « La France insoumise », che si chiede : « in quale regime siamo perché un presidente, furioso a causa dei manifestanti che lo contestano all’esterno di un teatro, faccia arrestare un giornalista che vi si trova e ha osato informare della sua presenza ? »

Assente dalla scena pubblica da settimane, Macron evita i bagni di folla dopo il suo passaggio da Amiens il 21 e 22 novembre, prima dell’inizio della mobilitazione. Al  44° giorno di protesta contro la riforma delle pensioni, venerdi’ gli scioperanti si sono fatti sentire in vari modi. Hanno invaso la sede della CFDT (“un’onta per la democrazia”, secondo Macron), la cui direzione è favorevole alla riforma, bloccato l’ingresso alla piramide del Louvre, contestato la segretaria di Stato Marlène Schiappa nel corso di una riunione pubblica.

Forte di precedenti, sgradevoli esperienze di governanti contestati dal popolo di Parigi, Macron si è comunque astenuto dal consigliare la distribuzione di brioches agli scioperanti…

Giustiniano

18 gennaio 2020

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