Ieri, 26 gennaio, a Cesano Boscone, comune di 24.000 abitanti della città metropolitana di Milano, si gioca la prima partita del girone primaverile dei giovanissimi. Al 35° del secondo tempo un ragazzo « cinese », Francesco Lin, insultato, umiliato dalla tifoseria locale, lascia il campo di gioco. L’arbitro non prende nessun provvedimento. Il pubblico è indifferente. Come in tante altre occasioni, in tanti altri campi da gioco italiani  ben più importanti, dove si confrontano squadre prestigiose nelle quali non giocano cinesi, ma africani…

Oggi, 27 gennaio, è il 75° anniversario della liberazione da parte delle truppe dell’Armata rossa del campo di concentramento di Auschwitz. “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio…, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.

Ad Auschwitz c’è anche Primo Levi, che scriverà :« Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché cio’ che è accaduto puo’ ritornare, le coscienze possono essere nuovamente sedotte e oscurate : anche le nostre ». In questi giorni troppo pochi ricordano che, oltre agli ebrei, i nazifascisti hanno sterminato Rom, omosessuali, infermi, avversari politici e che gli abitanti dell’Europa dai quali discendiamo hanno colonizzato gli altri continenti sterminandone o deportandone i popoli e che, nel manifesto « Il Fascismo e il problema della razza », firmato nel 1938 da dieci « scienziati » italiani, si afferma che «le razze umane esistono, che il concetto di razza è biologico, che la popolazione italiana è di razza pura e di origine ariana e che gli ebrei non appartengono alla razza italiana». Ad alcuni sostenitori di queste aberrazioni l’Italia di oggi dedica monumenti, strade e piazze. E non si tratta solo di fascisti !

Perché non ricordare oggi altri protagonisti più recenti della nostra storia? Eugenio Scalfari, futuro fondatore del quotidiano « La Repubblica »,  scrive nel 1944 che « l’Impero è tenuto insieme…dalla razza come elemento etnico… ». Il futuro Presidente del Consiglio Giovanni Spadolini scrive, sempre nel 1944, che il fascismo « perde il suo dinamismo rivoluzionario, si cristallizza in un partito borioso e pletorico mentre riaffiorano i rimasugli della massoneria, i rottami del liberalismo, i detriti del giudaismo. » Giulio Andreotti scrive nel 1942 che « …lo Stato costituisce l’organizzazione giuridica, trovando nelle finalità supreme della nazione o della razza la giustificazione perentoria della propria autorità… ».

E, infine, ricordiamo che, quando il sionismo parla della Palestina come di « una terra senza popolo per un popolo senza terra », finge di ignorare, come molti in Italia e nel resto del mondo di oggi, che quella terra è abitata da un popolo, quello palestinese, che ne è scacciato, discriminato, decimato e che una delle sue città superstiti, Gaza, è trasformata, proprio da coloro che si considerano discendenti dai sopravvissuti del popolo ebraico, in un qualcosa che assomiglia ad un campo di concentramento…

Giustiniano

27 gennaio 2020

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