Nel Civico Museo della Risiera di San San Sabba, a Trieste, unico campo di concentramento in Italia, dove sono stati sterminati dai nazisti circa 4.000 ebrei, slavi ed oppositori politici, dodici anni fa è stata posta una lapide per ricordare Vincenzo Antonio Gigante, prima militante socialista, poi comunista, amico e compagno di lotte di Giuseppe Di Vittorio. Sulla lapide è scritto : Vincenzo Antonio Gigante/detto « Ugo »/nato a Brindisi il 5 febbraio 1901/assassinato nella Risiera di San Sabba nel novembre 1944/dirigente comunista/comandante partigiano/medaglia d’oro della Resistenza/a memoria del suo sacrificio/5 febbraio 2008 ».

Operaio cementista, militante antimilitarista e anticolonialista nel 1919, deve lasciare Brindisi nel 1922. E’ in Belgio, in Lussemburgo, a Parigi, Basilea, Mosca. Organizza la CGIL e il PCI clandestini. Arrestato a Milano nel 1933, è condannato dal Tribunale Speciale a 20 anni di carcere. Scarcerato, è inviato al confino a Ustica e quindi al campo di concentramento di Anghiari. Evaso dal campo, Gigante diventa fra il 1943 e il 1944 uno dei principali organizzatori della Resistenza in Venezia Giulia. Arrestato a Trieste nel 1944, torturato, viene fatto sparire nella Risiera.

Miuccia Gigante vede e frequenta poco suo padre a causa dell’impegno politico e del carcere, ma mantiene con lui un ricco rapporto epistolare e conserva le tracce della sua vita errabonda grazie ai saggi e alle biografie acquistati a Roma, Parigi, Berlino dall’irriducibile combattente della libertà, formato all’unica scuola che ha frequentato, quella del carcere…

Giustiniano

28 gennaio 2020

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