In Francia, come in Italia, i ricchi e i potenti vanno in prigione molto di rado e, quando capita, il loro soggiorno “al fresco” è breve. Il 13 settembre scorso finisce nello storico carcere de “La Santé”, a Parigi, Patrick Balkany, condannato a quattro anni per frode fiscale e a cinque per riciclaggio. E’ sindaco di una cittadina di 65.000 abitanti, Levallois-Perret, al capolinea della linea 3 della metropolitana parigina. Ieri è rimesso in libertà, dopo cinque mesi di detenzione, per ragioni di salute. E’ afflitto da mal di schiena e da due polipi intestinali !

Il comune è diretto da Balkany, intimo amico e protetto dell’ex presidente della Repubblica, Nicolas Sarkozy, dal 1983. Fra il 1995 e il 2001 è costretto ad una pausa, dopo essere stato condannato a 15 mesi (con la condizionale) e due anni di ineleggibilità per essersi servito di dipendenti del comune per scopi privati. 40 anni fa, Levallois Perret è un comune industriale. Il sindaco è comunista. Ma la deindustrializzazione lo colpisce in pieno. Balkany ha l’idea di trasformare i terreni industriali abbandonati in terreni fabbricativi, liberandosi con un colpo solo dell’elettorato comunista, non più in grado di pagare gli affitti, e sostituendolo con la media borghesia agiata di cui è espressione.

I Balkany (la moglie è vice-sindaco) trasformano la cittadina. Piscine, palestre, parchi, fontane cambiano i connotati di un vecchio insediamento operaio. Naturalmente, il debito per abitante cresce in proporzione (nel 2009 supera già i 12.000 euro). Levallois-Perret conquista il terzo posto nella speciale graduatoria delle città più indebitate, dopo Parigi e Marsiglia ! Secondo la coppia, unita da 44 anni, non hanno fatto che aiutare il prossimo per 35 anni. Secondo i giudici hanno dissimulato, sottraendolo al fisco, un ingente patrimonio in una sfilza di società offshore, acquistando, fra l’altro, una sontuosa villa nelle Antille ed un palazzo a Marrakech, in Marocco.

Posseggono anche un ex mulino (980 mq), con una dépendance (551 mq), un parco di 5,5 ha, campo da tennis, piscina riscaldata, sauna, hammam, jacuzzi ed altro ancora, a Giverny (il paesino a 65 km da Parigi famoso perché vi si trova la casa e il giardino di Claude Monet) dove dovranno risiedere, in attesa delle sentenze definitive nei processi che li riguardano, senza poter lasciare la Francia e con obbligo di firma due volte al mese al locale posto di polizia. Sindaco e vicesindaco rinunciano a ripresentarsi alle elezioni comunali del mese prossimo, accontentandosi di sostenere una lista guidata dalla loro ex direttrice di gabinetto…

Giustiniano

13 febbraio 2020

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