Lo Stato dell’Oklahoma, nel centro-sud degli USA, intende riprendere le esecuzioni capitali mediante iniezione letale. Secondo il governatore, il ministro della Giustizia e del responsabile dei penitenziari dello Stato, sono state trovate delle « sostanze affidabili ». Le prime esecuzioni potrebbero riprendere fra 150 giorni. La morte per iniezione letale è considerata una tortura per il condannato. Spesso i veleni vengono dosati male.

La messa a morte dell’ultimo condannato in Oklahoma risale a cinque anni fa. Allora veniva impiegata una sostanza assolutamente inadatta. Molti Stati federali hanno crescenti difficoltà ad uccidere i candidati alla morte con iniezioni letali. Molte case farmaceutiche, infatti, non vogliono più che si uccida con le sostanza da loro prodotte e rifiutano di fornirle. Anche l’Oklahoma aveva problemi ad approvigionarsi.

Da quando, nel 1976, la Corte suprema USA ha nuovamente autorizzato le esecuzioni capitali, sono state eseguite, secondo i dati forniti dal Death Penalty Information Center, 1515 condanne a morte. Da allora, sono stati giustiziati in Texas 569 condannati, in Virginia 113 e in Oklahoma 112.

Giustiniano

14 febbraio 2020

Print Friendly