L’ Italia è una delle ultime nazioni europee a pervenire all’unità. Una monarchia costituzionale agrario-feudale produce, dopo la I Guerra mondiale, la dittatura fascista e una prima industrializzazione. Il primo governo democratico nasce solo dopo la vittoria della Resistenza sul fascismo che conclude la II Guerra mondiale. E’ la Prima repubblica. I due partiti di sinistra conquistano il 40% dei voti nel 1946 ed entrano in un governo di coalizione, che riproduce il CLN, presieduto dalla Democrazia cristiana (35%). La DC, sostenuta da USA e Chiesa cattolica, estromette comunisti e socialisti dal governo e conquista, nel 1948, la maggioranza dei voti.

I democristiani e i partitini loro alleati presiedono in 37 anni 66 governi. Dopo un formidabile decennio di lotte studentesche e operaie, il PCI è a un passo dall’agognato “compromesso storico” quando il sequestro e l’uccisione di Moro (1978) fanno fallire il progetto. I socialisti, guidati da Bettino Craxi, conquistano la presidenza del governo nel 1983. Il PCI è lasciato fuori, sebbene disponga di 1/3 dei voti. Craxi chiama « riformismo moderno » il neo-liberismo più feroce. La sua prima misura è l’abolizione della scala mobile senza dibattito parlamentare. La privatizzazione della Banca d’Italia (1981), pedaggio richiesto per l’ingresso nel Sistema Monetario Europeo, ha già consegnato  il debito pubblico italiano al mercato finanziario internazionale, che lo fa esplodere. I socialisti e i democristiani sono al centro di un sistema di corruzione che coinvolge gli altri partiti al governo, il padronato, la mafia, la massoneria. Il sistema della democrazia rappresentativa è definitivamente screditato.

Il Muro di Berlino crolla insieme all’URSS e alle democrazie popolari. Il PCI si suicida. Fra il 1987 e il 2019 nascono ben 24 partitini comunisti. Emerge dal caos un vecchio cliente di Craxi, Berlusconi, e il suo partito-impresa, Forza Italia, che ricicla il personale dei vecchi partiti e sdogana i fascisti. Il sistema elettorale proporzionale viene sostituito dal maggioritario, che consente a Berlusconi di governare con il 30% dei voti. Fra il 1994 e il 2011 governi di destra si alternano a governi di centro « sinistra ». Sono questi ultimi ad eccellere nella stretta austeritaria imposta all’Italia per entrare nell’euro. Dal 2008, una clausola di sbarramento del 4% priva la sinistra di rappresentanza parlamentare.

Nel 2011 Bruxelles impone la sostituzione di Berlusconi con Monti, le cui riforme finiscono di mettere al tappeto l’Italia. La miseria e gli squilibri regionali partoriscono il Movimento 5Stelle e la Lega. Nel 2018 il Partito democratico diretto da Renzi (il cui progetto di revisione costituzionale per indebolire il parlamento è fallito) è ridotto al 18%, i 5Stelle conquistano il 32% e la Lega il 17%. 5Stelle e Lega formano un governo nel quale i rapporti di forza vengono capovolti in pochi mesi. Il tentativo salviniano di provocare nuove elezioni per far fruttare successo della Lega alle europee del 2019 naufraga. Nasce il secondo governo Conte, con un’alleanza 5Stelle-PD.

E’ improbabile che un banco di sardine, miracolosamente apparso in acque pressoché morte, sia in grado di invertire il senso della corrente…

Giustiniano

15 febbraio 2020

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