I ministri de « La République En Marche », il partito macronista, corrono da uno studio televisivo all’altro per spiegare che le recenti, severe misure sono indispensabili data la mancanza di disciplina dei cittadini, tentando cosi’ di nascondere le responsabilità dell’esecutivo. La mattina il ministro della Pubblica istruzione annuncia che le scuole non chiuderanno e la sera il primo ministro annuncia, invece, la loro chiusura. Da una parte il presidente va ostentatamente al teatro, la settimana scorsa, spiegando che la vita deve continuare, dall’altra conferma lo svolgimento del primo turno delle elezioni municipali mentre annuncia la chiusura dei negozi (esclusi alimentari, farmacie, pompe di benzina e tabacchi) e di bar, cinema, caffé, ristoranti, discoteche…

I trasporti continuano a funzionare, malgrado gli allarmi lanciati dal personale, che denuncia la mancanza  di protezioni adeguate. Peugeot-PSA chiude finalmente i suoi stabilimenti. In uno di essi, a Mulhouse, fra i peggiori focolai del contagio, la situazione è drammatica. Anche Michelin chiude i battenti. Il personale sanitario, oggi in prima linea di fronte alla pandemia,  protesta da anni per la mancanza di mezzi e personale. Il governo ha sottovalutato il problema della salute per salvaguardare gli interessi delle grandi imprese e seguita a farlo, come se nulla fosse accaduto, continuando la produzione in settori non essenziali come quello dell’areonautica e degli armamenti.

Passando a misure radicali, adesso l’esecutivo vuole imporre la relegazione con la forza, mobilitando l’esercito per una sua eventuale applicazione nelle regioni dell’ Ile-de-France e nell’Est, cedendo a una sorta di panico. In presenza di un virus imprevedibile non basta restare a casa. Sarebbe necessaria una campagna di test efficaci, gratuiti e accessibili a tutti, un forte investimento nel sistema sanitario e il coinvolgimento immediato delle cliniche private al servizio della popolazione. Si dovrebbe investire nella preparazione di un vaccino in grado di fermare l’epidemia. Un compito che non puo’ essere affidato solo ai grandi laboratori privati. E, infine, per finanziare questi investimenti, bisognerebbe tassare le grandi imprese…

Giustiniano

16 marzo 2020

Print Friendly