In questi giorni, la pandemia di coronavirus mostra chiaramente quanto l’Europa abbia trascurato le« attività essenziali ». Il lavoro dei braccianti agricoli in Spagna, ad esempio. Nel paese che, insieme all’Italia e alla Grecia, produce il grosso del cibo per il continente, è tempo di raccolto per le fragole, le arance, gli asparagi ed altre qualità di frutta e verdura. Ma quest’anno ci sono problemi enormi. Nella provincia di Huelva, nel sud della Spagna, per il raccolto delle fragole mancano quasi la metà delle 18.000 braccianti provenienti dal Marocco, che ha chiuso la frontiera dal 13 marzo.

L’Unione dei Piccoli Agricoltori chiede al governo misure eccezionali. Il sindacato UGC le respinge, in quanto irresponsabili e pericolose per la salute. Sono le condizioni di lavoro che dovrebbero essere migliorate, per attirare anche i disoccupati spagnoli. Il settore del bracciantato agricolo è noto per il non rispetto dei contratti. Gli uffici di collocamento cercano di trovare manodopera per il raccolto. Senza successo.  Attualmente è quasi impossibile recarsi nei campi. Secondo le nuove regole per la lotta contro la diffusione del coronavirus, in ogni auto ci dev’essere una sola persona. E sono molti i braccianti che non hanno la macchina e neppure la patente.

Centinaia di braccianti marocchine già presenti sul territorio si sono rivolte al Sindacato Andaluso dei Lavoratori (SAT). Lamentano di essere costrette a vivere in spazi esigui, dove è impossibile rispettare le distanze necessarie ad evitare la diffusione del virus. Molte, malate, sono costrette ad andare a lavorare. Per il segretario generale del SAT “la gente ha bisogno di protezioni come mascherine, guanti e disinfettanti per evitare un contagio generalizzato”. A Huelva, centinaia di braccianti senzatetto sono in balia del virus. Nella città di Lepe vivono da anni in baracche e raccontano che nei giorni scorsi l’esercito spagnolo ha disinfettato le strade mentre nei loro tuguri continua a mancare l’acqua corrente.

L’agricoltura spagnola è in crisi da tempo. All’inizio dell’anno, in molte città gli agricoltori hanno manifestato contro i prezzi troppo bassi pagati per i loro prodotti. L’accaparramento degli ultimi giorni ha prodotto, paradossalmente, un leggero aumento, che ha salvato molte aziende dal fallimento. La gente accaparrava verdure perfino nella provincia di Almeria, la più grande zona di produzione del paese. Domenica il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato il prolungamento del divieto di uscire fino all’11 aprile. Dal 14 marzo si puo’ uscire di casa solo per andare al lavoro, fare acquisti, ritirare farmaci o portare a spasso il cane. Dopo l’Italia, la Spagna è il paese europeo più colpito dal coronavirus.

Giustiniano

25 marzo 2020

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