Da tempo il gruppo tedesco Bayer (slogan « la scienza per una vita migliore », 420 società con 103.824 dipendenti e profitti pari 4,1 miliardi di euro nel 2019) ha abbandonato la ricerca di vaccini. Alla radice della crisi del coronavirus ci sono i profitti dell’industria farmaceutica. « Dobbiamo guadagnare soldi con i nostri prodotti. Questo significa che non tutti i farmaci di cui abbiamo bisogno  vengono realizzati » diceva l’ex amministratore delegato della Bayer Marjin Dekkers. E a una giornalista che chiedeva a Vasant Narasimhan perché non si facesse prevenzione tramite vaccini, il direttore generale dell’industria farmaceutica svizzera Novartis ( slogan « re-immaginiamo la medicina », 125.161 dipendenti e 12,6 miliardi di dollari di profitti nel 2018) rispondeva che « quando queste epidemie si manifestano l’interesse è grande, ma si riduce in seguito e gli investitori si ritirano »…

Già all’inizio degli anni 2000 il gruppo Bayer ha chiuso la divisione malattie respiratorie per concentrarsi su progetti più redditizi. La ricerca di base era già cessata. Eppure nel 2012 i virologi mettevano in guardia da una possibile pandemia. Nel 2013 si profilava un problema di approvvigionamenti, dato che l’industria non era in grado di soddisfare la richiesta. Bayer produce dove i salari sono più bassi. Le catene di approvvigionamento sono lunghe ed alcune non raggiungono le farmacie. Per vendere e spingere in alto i prezzi Bayer ha ottenuto che molte specialità non siano più rimborsabili. Per l’ex direttore della Bayer, Manfred Schneider “non possiamo continuare a gestire cosi’ il sistema sanitario. Quando si tratta di auto, tutti sono pronti a mettere la mano al portafogli per una polizza casco. Perché non farlo anche nel sistema sanitario?”

Questa pandemia è il terzo avviso per il mondo globalizzato: la SARS nel 2003, la MERS nel 2012 e ora la SARS-Covid 19. Passata l’emergenza,  ci si concentra su altri progetti. Il risultato è che adesso siamo impreparati ad affrontarla. L’industria del farmaco deve essere messa sotto controllo sociale, per evitare che sia gestita secondo il principio del massimo profitto. In nome del bene comune i mezzi per il sistema sanitario devono essere incrementati. Sono necessari un aumento dei salari e un miglioramento delle condizioni di lavoro per infermiere, infermieri e personale ausiliario. Altrimenti tutto ricomincerà come prima…

Giustiniano

2 aprile 2020

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