La pandemia di coronavirus sembra aver fatto piazza pulita degli incrollabili dogmi degli incorruttibili custodi dell’ortodossia comunitaria. Per salvare la sua compagnia di bandiera, la  Lufthansa, il governo tedesco, severissimo fino a ieri con gli Stati che tentavano, altrove in Europa, di venire in aiuto delle loro industrie e servizi strategici in difficoltà, non bada a spese per tenere a galla le sue. Chiedendo come unica contropartita due seggi nel Consiglio di amministrazione della compagnia aerea.

Lo Stato assumerà una partecipazione nell’azienda mediante delle azioni ma eserciterà i relativi diritti di voto solo in casi eccezionali. Quale generosità ! Il valore di Borsa della Lufthansa è di quattro miliardi di euro. Lo Stato interviene con un aiuto pari a nove miliardi, accontentandosi del 20% del capitale dopo l’aumento. Fatti e cifre dimostrano che il servizio reso non è affatto proporzionale a quello ricevuto. E non certo a favore dello Stato e del contribuente.

E ne approfittano anche molti altri, ovvero le filiali con sede a Guam, alle isole Cayman o a Panama. O anche in Germania. Il più importante azionista della compagnia, Heinz-Hermann Thiele, investitore multimilardario, è festeggiato dalla stampa economica. L’imprenditore possiede anche l’impresa Knorr-Bremse, uno dei leader mondiali dei sistemi di frenatura ad aria compressa per veicoli stradali e ferroviari, dove gran parte dei dipendenti sono a orario ridotto. Malgrado tutto questo, gli azionisti avranno un dividendo…

Giustiniano

22 maggio 2020

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