Nella notte del 27 maggio 1960, un Comitato per l’Unità nazionale costituito da 38 ufficiali prende il potere in Turchia con un sanguinoso colpo di Stato. In poche ore sono arrestati 200 ufficiali superiori, membri del governo, deputati e il presidente Celal Bayar. Il primo ministro Adnan Menderes è arrestato mentre un bimotore militare atterra davanti alla sua Cadillac nera sulla strada da Eskisehir a Kütahya. Con il suo arresto finisce l’era decennale del partito democratico (conservatore) DP, che compattava tutti gli scontenti del paternalismo kemalista. Nel 1950, le prime elezioni libere segnano la fine del dominio de Partito popolare repubblicano (kemalista) CHP. Del programma riformatore liberale del DP dieci anni dopo non resta niente. Mentre il paese sprofonda nei debiti in seguito a un ambizioso programma di infrastrutture, il grande proprietario Menderes promuove gli interessi dei suoi pari in cambio dei voti dei contadini loro soggetti. Mentre il DP si apre alle sette islamiche e fa costruire migliaia di moschee, i diritti dell’opposizione sono limitati e i giornalisti critici incarcerati. Nell’aprile del 1960 il DP insedia in parlamento una commissione d’indagine formata solo dai suoi deputati contro « attività sovversive e illegali » dell’opposizione, con il potere di proibire riunioni e censurare giornali. Gli studenti di Ankara, di Istanbul e di Izmir scendono in piazza al grido di « libertà » e « morte ai dittatori ». La polizia interviene. Ci sono dei morti. E’ instaurata la legge marziale. Carri armati nelle città. Alle proteste si unscono i cadetti delle scuole militari. La truppa è in fermento. Gli ufficiali che si spacciano per custodi dell’eredità kemalista non hanno solo perso ogni prestigio nei confronti di una classe di imprenditori nuovi-ricchi, ma anche il loro livello di vita è crollato a causa dell’inflazione dilagante.

Gli autori del colpo di Stato decidono di agire prima che le proteste possano trasformarsi in una rivoluzione e dividere i militari. Riconoscono gli obblighi della Turchia nei confronti della NATO. A Washington, che riconosce la Giunta il 30 maggio, la caduta di Menderes è incassata con benevolenza. Poco prima il primo ministro aveva dichiarato di voler volare a Mosca in luglio per « migliorare le relazioni turco-sovietiche ». In piena guerra fredda equivale a un peccato mortale, anche se in realtà Menderes, anticomunista convinto, vuole spremere altri aiuti economici dagli USA flirtando con l’URSS. Il vecchio capo dell’opposizione, Ismet Inönü, saluta il colpo di Stato come ‘rivoluzione legittima ». Il generale Cemal Gürsel diventa il nuovo capo del governo. Poco prima gli ufficiali golpisti, provenienti dai gradi intermedi e inferiori, hanno informato dei loro piani il 65enne generale, destituito dal comando dell’aviazione da Menderes per aver difeso i diritti dell’opposizione. Il generale assicura di non voler diventare un dittatore ed effettivamente la giunta abolisce la legge marziale e libera i giornalisti e oppositori messi in carcere da Menderes. Nel novembre del 1960 è escluso dal Comitato un gruppo di 14 ufficiali, favorevoli a una dittatura militare più lunga, guidato dal colonnello Alparslan Türkes, futuro capo dei Lupi grigi fascisti.

Per incarico del Comitato, un gruppo di professori elabora una Costituzione, considerata fino ad oggi la più progressista nella storia della Turchia, approvata con un referendum dal 65% dei turchi. Garantisce la libertà di riunione, di opinione, di religione, il diritto al lavoro e di sciopero. Con la nuova Costituzione la burocrazia civile e militare kemalista e i capitalisti intendono mantenere i loro privilegi allargando la base dei loro sostenitori nelle città alla classe operaia. Contro le maggioranze conservatrici prevedibili a causa della struttura socioeconomica ancora largamente agraria del paese, contrappesi sociali come i sindacati devono essere consolidati e la Corte costituzionale e una seconda Camera  fungere da istanze di controllo.Con la creazione del Consiglio nazionale di sicurezza (MGK) l’’esercito si garantisce il diritto di ingerenza nella politica. Il sistema elettorale maggioritario è sostituito dal proporzionale. Il DP è vietato, Menderes e gli ex ministri degli Esteri e delle Finanze sono  giustiziati sull’isola-prigione di Imrali. Un mese dopo, alle elezioni politiche, il CHP ha il 36,7% e il Partito giustizialista, successore del DP, il 34,7%. Su pressione dei militari formano un governo di grande coalizione.

La stabilizzazione politica sperata dai militari dopo il loro intervento non si verifica. La « rivoluzione del 27 maggio », definizione del colpo di Stato nella storiografia kemalista, segna l’inizio di una crescita, durata vent’anni, del movimento operaio e della sinistra socialista. Il motivo non è la Costituzione, come sostengonoo i capi del Partito socialista dei lavoratori della Turchia (TIP) fondato nel 1961 ed entrato in parlamento quattro anni dopo. Quella Costituzione riflette piuttosto i cambiamenti nella struttura di classe del paese. La svolta socioeconomica, con il progresso dei rapporti capitalistici, la fuga dalle campagne e la nascita di una classe lavoratrice industriale, risale invece alla politica economica liberale di Menderes.

Giustiniano

23 maggio 2020

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