Negozi saccheggiati, case incendiate, un commissariato devastato, poliziotti che si ritirano da un quartiere : le immagini di tre giorni di proteste a Minneapolis mostrano la collera per l’assassinio di George Floyd. Milioni di americani hanno visto il video del suo arresto sui social, dove appare come il poliziotto bianco Derek Chauvin preme il ginocchio sul collo di un afroamericano fino a fargli perdere conoscenza. Chauvin ignora i passanti che gli chiedono di smettere. Floyd morirà poco dopo in ospedale. E’ stato fermato dalla polizia perché qualcuno, precedentemente,  ha pagato in un negozio con un biglietto falso da 20 dollari. I video mostrano anche che Floyd non ha opposto resistenza.

All’inizio, le proteste sono pacifiche. Ma, dopo che la polizia spara lacrimogeni e proiettili di gomma contro i dimostranti, questi ultimi reagiscono lanciando pietre sui poliziotti e dando fuoco a un commissariato, evacuato su ordine del sindaco. Nelle notti di giovedi’ e venerdi’ i saccheggi e gli incendi si moltiplicano. Il proprietario di un negozio spara ad un uomo, uccidendolo. Proteste esplodono in una dozzina di altre grandi città. Attraverso il suo avvocato, la famiglia Floyd dichiara di « volere la pace ma di sapere che, finché non ci sarà giustizia, non potrà esserci  pace».

Già prima della morte violenta di George Floyd ci sono 18 denunce contro Derek Chauvin. Il proliziotto è ammonito per iscritto solo una volta. Negli anni scorsi quattro persone sono morte nel corso di operazioni di polizia alle quali partecipa Chauvin. Giovedi’ il governatore del Minnesota, Tim Walz, dichiara lo stato d’assedio e dispone l’impiego di 500 guardie nazionali, che non intervengono nella notte di venerdi’. E’ quello che chiede il presidente Trump con una storica minaccia, proferita per la prima volta nel 1967 dal capo della polizia di Miami : « se voi saccheggiate, noi spariamo ». Per Twitter, che lancia un avvertimento e blocca le funzioni « like » e « retweet »,  il suo tweet è « esaltazione della violenza ». Trump chiede inoltre che il sindaco “metta la città sotto controllo”.

Già venerdi’ il sindaco licenzia i quattro poliziotti responsabili e si scusa con la comunità nera. Appoggia la richiesta della famiglia di Floyd e dei dimostranti perché i poliziotti siano arrestati a accusati di omicidio. Ma, secondo il procuratore, un democratico inflessibile con i piccoli spacciatori neri di marihuana, ci sono delle « attenuanti ». Già in passato ha rifiutato di indagare in casi di violenze poliziesche. A Minneapolis come altrove, la polizia controlla soprattutto afroamericani. Non è raro che le conseguenze siano mortali. Quello di George Floyd è solo il caso più recente…

Giustiniano

30 maggio 2020

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