Lunedi’, sotto la sorveglianza della polizia militare russa,  una parte dell’autostrada internazionale « M 4 », nella Siria nordorientale, è stata aperta al traffico, facilitando gli spostamenti fra le province di Hasaka, Rakka e Aleppo. La regione, fra il Tigri e l’Eufrate, è chiamata Al-Jazira (l’isola). Il tratto aperto, fra Ain Issa e Tell Tamer, è parallelo alla frontiera turco-siriana, distante 30 km, lungo un territorio controllato da forze alleate della Turchia. Il parziale ritiro delle truppe USA, nell’ottobre 2019, ha permesso ad Ankara di occupare questo territorio siriano, precedentemente controllato dalle Forze democratiche siriane dominate dai kurdi. L’invasione turca ha comportato l’espulsione di 200.000 persone. Il piano di Ankara, che intendeva stabilire nel territorio una « zona di sicurezza » e installarvi decine di migliaia di profughi siriani che hanno trascorso gli ultimi anni in Turchia, non è stato finora attuato per le pressioni internazionali.

La « M 4 », strategicamente importante, collega la città costiera di Latakia, attraverso Aleppo, Al Bab, Manbidsch, Ain Issa e Telt Tamer, al valico di frontiera siro-irakeno di Al Jarubia/Rabia, usato regolarmente dall’esercito USA per rifornire le sue basi, installate, contro il diritto internazionale, nella Siria orientale presso i suoi giacimenti petroliferi. L’obiettivo dell’amministrazione USA è il controllo della frontiera siro-irakena, per impedire che si consolidi la collaborazione fra Iran, Irak e Siria. La parziale apertura dell’autostrada era stata resa possibile dagli accordi fra Mosca e la Turchia da una parte e da quelli fra l’esercito siriano e i kurdi siriani dall’altra. Per il momento, la sicurezza dei viaggiatori è affidata alla polizia militare russa, che pattuglia giornalmente gli 80 km aperti al traffico.

I primi veicoli sono partiti in convoglio lunedi’ mattina, sotto protezione russa, da Ain Issa verso Tell Tamer. Le due località sono controllate dall’esercito siriano e dai kurdi. Secondo l’agenzia di stampa AP, che cita fonti kurde, sono previsti in un primo tempo quattro convogli giornalieri, due per direzione. Ankara ha ordinato alle forze islamiste che la rappresentano di ritirarsi dalla strada verso nord. Unità kurde siriane e dell’esercito siriano stazionano a sud della strada. A tutte le forze armate che operano nella regione è proibito avvicinarsi all’autostrada.

La riapertura della strada consente anche la ripresa del traffico da e per Rakka. Attualmente la città è ancora controllata da truppe USA e forze siriane. Le province di Hasaka e Rakka sono considerate il granaio della Siria. Il raccolto del grano, organizzato dallo Stato, è in corso. Non si tratta soltanto di garantire la fornitura del pane ma anche di riempire le reserve strategiche di cereali.  Fonti kurde accusano la Turchia e i gruppi armati che la rappresentano di dar fuoco ai campi di grano per intralciare un raccolto promettente. In un reportage dell’agenzia di stampa siriana SANA anche l’esercito USA è accusato di aver appiccato il fuoco ai campi di grano della zona di Al-Schahadi con elicotteri Apache a volo radente.

Durante la guerra, oltre la metà dei silos di grano siriani sono stati vuotati da gruppi armati antigovernativi. Per riempire la loro cassa di guerra, avevano venduto il grano rubato nei territori da loro controllati, contrabbandandone anche nel nord dell’Irak ed in Turchia. Attualmente la Siria è costretta a comprare il grano sul mercato mondiale, ostacolata in questo dalle sanzioni imposte dall’UE e dagli USA…

Giustiniano

31 maggio 2020

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