Cosenza. Calabria. Settembre 1924. Paolo Cappello, 34 anni, muratore, di ritorno da una riunione del direttivo della sezione del PSI « Pasquale Rossi », è assassinato. Il potere mussoliniano vacilla. L’assassinio di Giacomo Matteotti, il 10 giugno, ha scatenato un’ondata di indignazione nell’opinione pubblica. L’opposizione parlamentare si è ritirata sull’Aventino denunciando l’illegittimità della maggioranza. Ad aprile, a Cosenza sono stati eletti Pietro Mancini per il PSI e Fausto Gullo per il PCI.

Gli squadristi fascisti, guidati dal centurione Nicola Zupi,  terrorizzano la città. Nel 1923 hanno bruciato la Camera del Lavoro. Nel rione Massa, il cuore rosso di Cosenza, scontri, agguati e bastonature sono pressoché quotidiani. Il giornale socialista è bruciato pubblicamente. La polizia arresta le vittime, accusate di « provocazione sovversiva »,  piuttosto che gli aggressori. Il 14 settembre un gruppo di operai è fatto segno a colpi di rivoltella. Paolo Cappello è colpito al petto. Nicola Adamo, un altro muratore socialista, che accorre in suo aiuto, è bastonato a sangue dai fascisti. Paolo muore qualche giorno dopo in ospedale. Chiede di avere all’occhiello della giacca un garofano rosso. Ai suoi funerali partecipano diecimila persone. Nicola se la caverà. Zupi è arrestato.

Il processo si celebra nel tribunale di Castrovillari, cinto d’assedio da forze provenienti da Cassano e Spezzano. I difensori di parte civile sono Mancini e Gullo. In aula, gli imputati sono accolti dal grido « Aprite la gabbia, passa l’Italia ». Zupi e gli altri fascisti sono  assolti per « legittima difesa ». Mancini e Gullo evitano a stento il linciaggio. Il 2 ottobre 1944 Cosenza intitola a Pietro Cappello la vecchia Piazza Littorio A Maria Pina Iannuzzi,  presidente della sezione ANPI « Paolo Cappello » di Cosenza  che, il 25 aprile scorso, commemora (con guanti e mascherina e a distanza di sicurezza dagli altri partecipanti) la Festa della Liberazione in Largo dei Partigiani, è inflitta una multa di 400 euro « per aver violato le prescrizioni atte al contenimento del rischio epidemiologico Covid-19 ».

Il cammino per tradurre dalla teoria alla pratica i principi della Costituzione democratica e antifascista, conquistata a duro prezzo dalla Resistenza, appare ancora lungo…

Giustiniano

10 giugno 2020

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