« Nei suoi romanzi, Charles Dickens ha detto più verità politiche e sociali di tutti i politici, pubblicisti e moralisti professionali messi insieme», scriveva Karl Marx nel 1854. Dickens nasce nel 1812. La famiglia si trasferisce da Portsmouth a Londra. Nel 1824 il padre va in prigione per debiti. Charles va a lavorare a 12 anni. Incolla etichette sulle bottiglie dieci ore al giorno. Dopo 13 mesi puo’ frequentare una scuola, dove sperimenta l’arroganza e la brutalità degli insegnanti. Due anni dopo è di nuovo al lavoro in uno studio legale. Il salario è minimo, l’orario lunghissimo.

Impara la stenografia e comincia a lavorare come reporter. Per il suo 18° compleanno si regala una tessera di lettura per la biblioteca del British Museum. Legge i classici. Frequenta i teatri. Diventa giornalista parlamentare. Fra il 1833 e il 1836 pubblica gli “Sketches” (schizzi), dove descrive la vita della povera gente, i mercati, i banchi di pegni e la prigione di Newgate. E’ il mondo nel quale ambienterà i suoi romanzi, da « Oliver Twist » all’incompiuto « Segreto di Edwin Drood ».

Nel 1836 arriva il successo con “Il circolo Pickwick”. Dickens sposa la figlia del suo editore, diventa membro del Garrick Club e si stabilisce nell’elegante quartiere di Bloomesbury, dove scrive, fra il 1837 e il 1839, « Oliver Twist », « Nicholas Nickleby » e le « Memorie di Grimaldi », il famoso clown. Segue, nel 1840, « La bottega dell’antiquario ». Nel 1842 Dickens si reca negli USA, dove incontra Washington Irving e Edgar Allan Poe. La critica della società borghese si fa più severa. Dickens dichiara : « Non posso fare altro che maledire il sistema attuale e il suo ruolo nefasto nell’oppressione di migliaia e migliaia di persone ».

Nel 1843 pubblica « Il canto di Natale ». Dopo il suo viaggio in Italia, dal 1844 al 1845, si dedica al teatro e raccoglie fondi per l’”Urania Cottage”, una residenza per ex prostitute e detenute e per la “Guild of Literature and Art”, che sostiene scrittori in ristrettezze economiche. Scrive il suo capolavoro, David Copperfield, pieno di riferimenti autobiografici. Fra il 1851 e il 1853 pubblica « Bleak House », dove descrive le condizioni sociali dell’Empire, il virus della povertà e dell’ingiustizia, le epidemie che affliggono Londra ancora nel 19° secolo. Nel 1854 si reca a Preston, nel nord dell’Inghilterra,  per seguire gli scioperi nell’industria tessile. Scrive « Tempi difficili ».

Dickens scrive gli ultimi romanzi fra il 1858 e il 1869. Muore l’8 giugno 1869. E’ sepolto a Westminster Abbey accanto a Händel e Sheridan. A 150 dalla sua morte, sarebbe perplesso nell’apprendere che il liberalismo da lui instancabilmente denunciato riappare nel mondo in forma di neoliberalismo…

Giustiniano

11 maggio 2020

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