« Gesù è il mio salvatore e Trump il mio presidente » c’è scritto sui t-shirt che gli evangelici bianchi degli USA amano portare. Quattro anni fa, il 77% degli elettori evangelici hanno votato Trump. La maggior parte gli resteranno fedeli anche quest’anno. Senza badare alle sue trasgressioni, considerano Trump il protettore della cristanità e il difensore di un modo di vita tradizionale. L’associazione di destra « Faith and Freedom Coalition » dichiara di investire nella campagna elettorale 40 milioni di dollari. Intende contattare individualmente cinque milioni di elettori potenziali e registrare elettori nuovi. Quattro anni fa il 26% degli elettori avevano dichiarato di essere bianchi e cristiani.

A Las Vegas (Nevada) il pastore della Chiesa libera « Free Church », Jeantezn Franklin, ha dichiarato nella manifestazione « Gli evangelici per Trump » che nessun presidente ha mai fatto tanto per la protezione della vita, la libertà di religione e lo Stato di Israele. Un altro oratore, il pastore Tony Suarez, ha detto che è Dio ad aver eletto presidente Trump. All’inizio di settembre gli elettori di Trump si sono dati appuntamento nella “City Church” di Huntersville (North Carolina). Il figlio del presidente, Eric Trump, ha affermato che i democratici sono il partito degli atei. Il predicatore battista e alleato di Trump, Franklin Graham, progetta per la fine di settembre una “Marcia di preghiera” nella capitale Washington. Secondo un recente sondaggio, Trump raccoglierà l’82% dei voti dei cristiani evangelici bianchi. Più di quattro anni fa.

Difficile dire chi sono gli evangelici. In senso religioso sono cristiani convertiti, in « relazione personale » con Gesù Cristo. Considerano loro compito trasmettere il vangelo ai non credenti. Fino agli anni 70 gli evangelici rifiutavano la politica laica. Il battista Jimmy Carter è stato il primo presidente evangelico moderno. I suoi confratelli gli hanno preferito il repubblicano Ronald Reagan e nuove associazioni conservatrici come la leggendaria “Maggioranza morale”. In senso politico, negli USA gli evangelici sono definiti cristiani conservatori. Il movimento conservatore evangelico è prevalentemente bianco. Vi domina un’idea di “epoca d’oro cristiana”, scrive lo storico John Fea dell’università cristiana Messiah, in Pennsylvania.

Spesso i cristiani pentecostali sono assimilati agli evangelici. Viene da li’ la consigliera spirituale di Trump, la predicratrice Paula White. E’ una rappresentante del « vangelo del benessere ». Dio vuole che i credenti vivano nel benessere. In un programma TV dell’inizio dell’anno, White ha detto di essere stata allontanata dalla “sala del trono” celeste. Dio l’avrebbe riportata sulla Terra in “determinati luoghi”, fra i quali la Casa Bianca. Ma alcuni pastori sono preoccupati della relazione degli evangelici con Trump. Il teologo Ronald Sider ha pubblicato un libro contenente i saggi di 30 evangelici sul rischio spirituale della politica di potere che emana da Trump. Il presidente del Comitato esecutivo della Lega meridionale dei battisti, la più grande Chiesa protestante degli USA, lamenta le accese discussioni fra gli evangelici.

A cosa crede Trump stesso non si sa. In alcune interviste ha espresso la sua riconoscenza per il pastore Norman Vincent Peale, morto nel 1993, famoso per la sua dottrina della « forza del pensiero positivo ». In un’anticipazione delle memorie dell’ex avvocato di Trump, Michael Cohen, pubblicata dal Washington Post, si legge il seguente passaggio : in un incontro fra Trump e gli evangelici si è pregato per lui e gli sono state imposte le mani. Trump ha affermato in seguito : « puoi credere a bullshit (stronzate) simili? Puoi credere che qualcuno ci creda?” La Casa Bianca ha respinto il libro di Cohen come una “menzogna”.

Giustiniano

14 settembre 2020

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