La crisi  da cxoronavirus mette crudelmente a nudo il problema della soprapproduzione capitalista. Il Sovereign of the Seas e il Monarch of the Seas, ad esempio, due navi da crociera lunghe 268 metri, vanto dei Cantieri navali di Saint Nazaire (Francia), capaci di accogliere 2.350 passeggeri ciascuna, di proprietà della compagnia spagnola Pullmantur Cruises, verranno demolite. Non in Francia, dove è molto più redditizio costruire che distruggere. La compagnia, fallita alla fine di giugno, non ha trovato compratori.

Sulla costa occidentale della Turchia,  questi giganteschi alberghi galleggianti ormai in secca sono molti. Il porto di Aliaga, 45 km a nord di Smirne, viene già definito « cimitero dei giganti dell’oceano ». Prima della crisi, il settore delle crociere realizzava un giro d’affari di 170 miliardi di euro all’anno. Adesso è il business dei rottamatori a prosperare.

« Tentiamo di trasformare la crisi in un’opportunità », dice Kamil Onal, presidente del consorzio turco dei riciclatori navali. Prima della pandemia, i cantieri navali turchi si occupavano di cargo e portacontainer. Attualmente 2500 persone lavorano, in condizioni non certo ideali e per paghe bassissime,  nell’impianto di Aliaga. Per smontare una sola nave da crociera sono necessari circa sei mesi…

Giustiniano

10 ottobre 2020

 

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