Gli ostaggi detenuti dal Gruppo di Sostegno dell’Islam e dei Musulmani (GSIM), affiliato a Al-Qaeda, Sophie Pétronin, Nicola Chiaccio, Pierluigi Maccalli e Soumaïla Cissé sono stati liberati dopo il rilascio di un gruppo di prigionieri, fra i quali sospetti combattenti islamisti, da parte del governo maliano nato dal colpo di Stato del 18 agosto scorso. Sophie Pétronin, che ha trascorso quattro anni nelle mani del gruppo islamista, ha manifestato l’intenzione di pregare per il Mali e « implorare la benedizione e la misericordia di Allah », dichiarando inoltre di non chiamrsi Sophie, ma Mariam..

Su Twitter, i patrioti islamofobi, dall’avvocato e deputato neofascista Gilbert Collard alla presidente del Fronte nazionale Marine Le Pen,  si sono scatenati, vomitando tutto il loro odio antimusulmano ed esibendo la loro immonda ideologia perché una donna di 75 anni dichiara di essere musulmana e di voler tornare nel paese dove viveva dal 2001 svolgendo, dal 2004,  attività umanitarie. L’atteggiamento degli islamofobi è patetico, ma non soprendente.

Infatti, da qualche anno, in Francia e non solo, l’islamofobia è incoraggiata da tutti i governi, compreso l’attuale. Ed è probabile che i nuovi dirigenti del Mali stiano tentando di conquistyare i favori delle potenze imperialiste, e specialmente della Francia, liberando questi ostaggi europei e Soumaïla Cissé, un personaggio politico di primo piano nel paese africano.

Giustiniano

14 ottobre 2020

 

 

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