Martedi’ la polizia ha arrestato a Milano Cecilia Marogna,  39 anni, consulente per la Sicurezza del Vaticano e stretta collaboratrice del cardinale Angelo Becciu, dimessosi in settembre in seguito alle pressioni del papa. Becciu è sospettato di essere coinvolto in uno scandalo finanziario costato molti soldi al Vaticano. La magistratura vaticana aveva spiccato un mandato di cattura internazionale contro la Marogna, accusata di appropriazione indebita e peculato. Nel 2016 la donna si sarebbe proposta al cardinale Becciu come intermediaria per operazioni diplomatiche segrete in Africa e in Medio Oriente. Dal 2011 al 2018 Becciu era il numero due della Segreteria di Stato, responsabile delle relazioni diplomatiche della Santa Sede.

In interviste con diversi media italiani la Marogna ha dichiarato di aver ricevuto dal cardinale Becciu mezzo milione di euro. La donna, originaria della Sardegna come il cardinale, avrebbe dovuto costruire una sorta di diplomazia segreta per sostenere i missionari in territori di guerra. Il denaro era stato versato sul conto di una ditta da lei fondata a Lubiana, ma la signora ne aveva speso quasi la metà in vestiti, ristoranti ed altro. La Marogna respinge le accuse.  L’avvocato del cardinale sostiene che fra il suo mandante e la Marogna ci sono state solo relazioni di lavoro. A settembre Becciu aveva rinunciato a tutti i suoi diritti in quanto cardinale. Il papa lo avrebbe accusato di nepotismo e costretto alle dimissioni. L’alto prelato avrebbe favorito progetti caritativi di suo fratello con 600.000 euro provenienti dalla cassa del Vaticano. Quest’ultimo, invece, tace sui motivi del suo ritiro.

Becciu non si considera colpevole. « Mi sono sentito fino a ieri come un amico del papa e suo fedele esecutore » dichiara il cardinale il 25 settembre in una conferenza stampa a proposito del suo colloquio di 20 minuti con il Santo padre. Ma vuole mantenere la sua lealtà al pontefice. « Come cardinale ho promesso di dare la vita per la chiesa ed il papa e spero che quest’ultimo riconosca che si tratta di un equivoco. »

Nel giugno 2018 Becciu aveva già perduto il posto alla Segreteria di Stato e si occupava da allora di cause di beatificazione. Durante la sua presenza alla Segretaria di Stato, fra il 2014 e il 2018, avrebbe approvato investimenti per 250 milioni di euro in un immobile di appartamenti di lusso sulla Sloane Avenue nel quartiere londinese di Chelsea. 60 milioni erano stati spesi in provvigioni e tasse per l’Athena Capital Global Opportunities Fund con sede a Malta e Lussemburgo. Lo scorso anno un’indagine interna del Vaticano si era conclusa con il licenziamento di cinque dipendenti della Santa sede e le dimissioni del capo della polizia.

Ma Becciu non collocava i soldi del Vaticano solo in fondi immobiliari. Come riferito dal Financial Times dell’8 ottobre, investiva anche in Credit Default Swaps del gruppo Hertz, fallito nel frattempo. Il papa sembra non aver avuto idea degli affari trattati dalla Segreteria di Stato. Nel 2018, in un documento sull’etica economica, il Vaticano criticava affari come i Credit Default Swaps come « bombe a tempo » e « giochi d’azzardo ». Gli investimenti più rischiosi sarebbero stati finanziati tramite il cosiddetto Obolo di San Pietro. L’Obolo di San Pietro è una speciale colletta mondiale effettuata dai cattolici per la festa di San Pietro e Paolo alla fine di giugno. Nel 2017 i credenti hanno donato per l’occasione, secondo dati ufficiali, 63 milioni di euro. L’Obolo è destinato alle spese umanitarie del papa, delle quali certo non fa parte la partecipazione ad un immobile di lusso…

Giustiniano

15 ottobre 2020

 

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