Per gli Alleati, il Servizio segreto interno della Repubblica federale tedesca non deve diventare una nuova Gestapo. Non deve avere compiti di polizia. Fino al 1955, gli USA controllano le assunzioni per impedire che criminali nazisti troppo noti riprendano servizio. Scegliendo Otto John come presidente dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Servizio segreto interno)  - attivo nella resistenza antinazista dagli anni 30 e rifugiatosi in Gran Bretagna dopo il fallitto attentato del 20 luglio 1944 – mettono a segno un buon colpo. Tuttavia, anche durante la presidenza John, entrano nel Servizio numerosi nazisti anche se, fino al 1955, spesso solo come collaboratori senza lo statuto di funzionari. Ogni remora cade quando, nel 1955, Hubert Schrübbers sostituisce John e gli alleati rinunciano alle loro attività di controllo, beninteso non troppo severa.

Fra il 1938 e il 1941 Schrübbers, ex membro delle SA, aveva perseguito ebree ed ebrei come pubblico ministero e preso parte a processi per alto tradimento. Dopo la fine della guerra aveva fatto carriera a Düsseldorf – prima come pubblico ministero e quindi come procuratore generale – passando poi all’Ufficio federale per la protezione della Costituzione. Sotto la sua direzione sono assunti molti ex membri delle SS. Nel 1972 Günther Nollau, ex membro del NSDAP, prende il posto di Schrübbers.

Dal 1950 in poi sono numerosi i nazisti a fare carriera nella Sicurezza interna. Erich Wenger, fino al 1935 membro della Leibstandarte Adolf Hitler, quindi attivo nella Gestapo, impegnato infine contro la Résistance nella Francia occupata, arriva al vertice. Lo stesso avviene per il « protettore della Costituzione » Karl Eschweiler, che aveva comandato diverse unità della Polizia segreta nell’URSS occupata, dove i suoi uomini avevano assassinato innumerevoli veri o presunti partigiani. Andrea von Amburger, membro del Gruppo di intervento B che imperversava nell’URSS occupata dal giugno 1941, deve accontentarsi di una carriera più modesta.

Nella loro inchiesta sulla storia dell’Ufficio federale per la protezione della Costituzione, gli storici Constantin Goschler e Michael Wala citano una quantità di carriere di questo genere. I nazisti attivi nei Servizi interni dovevano adeguarsi, come avveniva comunemente nella Repubblica federale tedesca, alla nuova situazione politica. Su un punto – che contraddistingueva il Servizio – potevano restare fedeli alle vecchie idee : l’anticomunismo e la lotta contro la sinistra.

Giustiniano

8 novembre 2020

 

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