L’Italia è sull’orlo di una crisi di governo. La maggioranza – Partito democratico, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali – presieduta da Giuseppe Conte vacilla. Sui media si parla di rimpasto e perfino di nuove elezioni. Tutto questo mentre il virus continua ad imperversare. Questa assurda situazione è più facile da capire ricordando come è nato il governo. Dalle elezioni del marzo 2018 è uscito un parlamento senza una vera maggioranza. Il gruppo più forte è il Movimento 5 Stelle, che ottiene oltre il 30% dei voti. Punta alla maggioranza assoluta e non è pronto a trattative per formare una coalizione. I colloqui con il Partito democratico sono presto interrotti e alla fine il movimento si allea con…la Lega neofascista. Presidente diventa lo sconosciuto avvocato e professore di Diritto Giuseppe Conte. Un anno dopo l’alleanza si rompe e ne viene conclusa una nuova, sempre presieduta da Conte,  con il Partito democratico.

E’ un governo fragile fin dall’inizio, politicamente e numericamente debole, tanto più che Renzi lascia il partito democratico per fondarne uno suo, Italia Viva. Scoppia la pandemia da cui risulta una situazione eccezionale che il governo gestisce relativamente bene. Conte diventa il politico più amato dagli italiani. Ma ora il clima peggiora di nuovo. Uno dei motivi è la pioggia di soldi che dovrebbero arrivare la Bruxelles. Si parla di quasi 209 miliardi di euro, parte sussidi e parte crediti. Per ottenerli, l’Italia deve proporre un piano dettagliato ed indicare a cosa serviranno i soldi. Anche se PD e Movimento 5S hanno idee diverse in proposito, sembra che si sarebbero accordati. Ma Renzi si mette nel mezzo. Minaccia di ritirare i suoi ministri e sollecita un esecutivo più largo, con Berlusconi, Salvini, 5 Stelle e PD. Un giorno chiede che Conte rinunci alla responsabilità dei servizi segreti, un altro è contro la cabina di regia relativa ai soldi dell’UE e un terzo attacca singoli ministri, lamentando che il suo partito è escluso dalle decisioni importanti.

Perfino alle vecchie volpi della politica italiana non è chiaro quali sono gli obiettivi dell’ex sindaco di Firenze. Per alcuni vorrebbe diventare segretario della NATO o occupare un posto importante all’ONU. Finora ha rifiutato una poltrona ministeriale. Tira la corda, ma non fino a provocare nuove elezioni, dato che, con un 3% scarso, il suo partito non avrebbe neppure rappresentanza parlamentare. Se si votasse adesso, i 5 Stelle calerebbero al 15%, il PD avrebbe il 22% e destra e ultradestra conquisterebbero la maggioranza, registrando una quasi parità fra Lega e Fratelli d’Italia. I responsabili del Belpaese giocano una partita dall’esito ignoto mentre, dopo 2.200.000 contagiati, i morti di Covid-19  si avviano verso quota 80.000…

Giustiniano

8 gennaio 2021

 

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