La giustizia francese si occupa da tempo quasi immemorabile di Nicolas Sarkozy. Corruzione attiva e passiva, conflitti d’interesse, finanziamento illegale di campagna elettorale, abuso di denaro pubblico : c’è tutto quello che la magistratura è in grado di contestare a un politico di alto rango. La settimana scorsa è stato reso noto che il presidente della repubblica fra il 2007 e il 2012 deve affrontare una nuova accusa : avrebbe aiutato mediante un’attività lobbystica illegale gli oligarchi russi Nikolai e Sergei Sarkisow e la loro società di assicurazioni in Francia, Reso-Garantia, ad aggiungere ancora qualcosa al loro patrimonio miliardario. Con Sarkozy non è sotto accusa un ex presidente corrotto ma un intero sistema, da lui creato nella sua lunga carriera e profondamente radicato nel panorama politico francese.

E’ « il politico più perseguitato di Francia, anzi d’Europa » piagnucola Sarkozy. Interpreta il ruolo della vittima in innumerevoli trasmissioni TV, articoli di giornale e perfino libri che, redatti da abili « ghostwriters » e con tirature di centinaia di migliaia di copie, rendono milioni all’ »autore » e al suo editore. Sarkozy, vittima della magistratura, dei media e di altri nemici che gli vogliono male, anche se « è sempre risultato innocente ». In occasione delle elezioni presidenziali del 2007 avrebbe estorto all’erede del colosso dei cosmetici « L’Oréal » (morta nel frattempo) forti somme per finanziare la sua campagna elettorale. Nicolas avrebbe fatto, a suo modo, la corte a Liliane Bettencourt, incapace di intendere e di volere, e riscosso il dovuto con l’allora tesoriere del partito, l’UMP, Eric Wörth. Le prove, ovviamente, non ci sono e l’indagine è stata archiviata.

Ma nella campagna elettorale del 2012 la situazione sfugge di mano a Sarkozy, battuto da Hollande. Lui e i suoi sostenitori sforano di oltre il doppio la spesa massima consentita di 22,5 milioni di euro. La centrale organizzativa della campagna, chiamata « Bygmalion » prenota oltre 50 grandi meeting. La spesa relativa non viene messa sul conto del candidato ma nascosta con false fatture nei registri contabili del partito. Sarkozy sostiene di non saperne nulla. I suoi complici sono stati condannati. Lui, difficile da perseguire in quanto ex capo dello Stato, ottiene un rinvio dopo l’altro. Il processo ci sarà, prevedibilmente, solo nell’aprile prossimo. L’anno scorso, fra la fine di novembre e l’inizio di dicembre, Sarkozy ha già assaggiato il banco degli imputati. Lui e il suo avvocato, Thierry Herzog, hanno tentato di corrompere un giudice per avere informazioni sull’affare Bettencourt. L’accusa ha chiesto per entrambi quattro anni, due dei quali con la condizionale. La sentenza è attesa per il 1° marzo, ma Sarkozy farà appello e il processo si trascinerà ancora per uno o due anni.

Il culmine della giostra giudiziaria con l’eterno protagonista Sarkozy sarà un processo per il quale la data non è ancora stata fissata. Si tratta sempre del finanziamento della campagna del 2007. In questo caso l’aiuto viene dall’estero e si chiama Muammar al-Gheddafi. Subito dopo la cattura e l’esecuzione, nel settembre 2011, del capo dello Stato libico da parte di ribelli nella guerra civile scatenata da Francia e USA, suo figlio Seif al-Islam fa sapere ai francesi stupefatti che suo padre ha finanziato fin dal 2006 la campagna di Sarkozy con 50 milioni di euro, naturalmente in contanti. Un corriere li avrebbe recapitati in una borsa, a più riprese, negli uffici dell’allora ministro degli Interni sotto la presidenza Chirac.

Che c’è di vero ? Niente, dice Sarkozy. La guerra in Libia e la morte di Gheddafi hanno distrutto le prove, se ce ne sono mai state. Quello che è certo è che l’uomo vestito da beduino del deserto era stato ricevuto in gran pompa a Parigi nel dicembre 2007 da Sarkozy, appena trasferito dal ministero dell’Interno all’Eliseo. Il « nuovo amico del presidente francese », sfotteva la stampa internazionale, era arrivato con un seguito di 400 persone, aveva montato la sua tenda nel parco dell’Hôtel de Marigny, dove aveva parcheggiato i veicoli blindati che si era portato dietro, e aveva promesso di fare acquisti in Francia per almeno tre miliardi di euro. Armi, aerei, centrali nucleari, tutto il necessario a un vero statista per consolidare il suo potere…

Giustiniano

19 gennaio 2021

 

 

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