La pandemia è più lunga e più grave del previsto. L’UE registra oltre 400.000 vittime, più degli USA, screditati in tutto il mondo per il loro approccio alla crisi sanitaria. E, anche se la popolazione dell’UE è maggiore, il tasso di mortalità è appena inferiore. L’UE avanza a tentoni da un lockdown all’altro. All’inizio del 2020, davanti ai duri provvedimenti adottati dalla Cina per lottare contro la pandemia, tutti dicevano che nel « libero Occidente » misure simili erano inimmaginabili. Presunzione delle vecchie potenze coloniali ! Anche l’Occidente, come è ormai chiaro, non ne esce senza misure drastiche che, essendo tardive, durano ancora più a lungo.

Tanto più a lungo che, malgrado tengano conto prioritariamente degli interessi dell’industria, l’economia minaccia seriamente di crollare. Mentre nel 2020 l’economia cinese è perfino cresciuta, quella delll’UE ha registrato un calo doppio rispetto a quello sofferto dagli USA. Il 19 gennaio, i ministri dell’Economia e delle Finanze hanno discusso l’ondata di fallimenti che rischia di sommergere quest’anno le banche europee. Cosa fare per evitare di precipitare in una disastrosa crisi finanziaria ?

I ministri hanno deciso di rafforzare il mercato secondario per i prestiti a rischio per sgravare le banche. Martedi’ si trattava, inoltre, del programma di aiuti di 750 miliardi sul quale l’UE era riuscita a trovare un accordo l’anno scorso per il rotto della cuffia. La decisione è seguita, come di consueto, dalla burocrazia. Prima che gli Stati dell’UE possano sottoporre i loro programmi a Bruxelles per farsi dare i soldi sarà trascorso il mese di febbraio e altro tempo prezioso sarà necessario perché l’aqutorizzazione arrivi.

Ma la crisi non aspetta l’UE e nessuna distensione in grado di alleviare le difficoltà dell’economia è percepibile sul fronte del virus. Nuove mutazioni non lasciano intravedere la fine del lockdown e le vaccinazioni procedono nell’UE, che credeva ancora di essere al centro del progresso globale, più lentamente che altrove. Questo prolunga anzitutto le sofferenze delle persone e, accessoriamente, le difficoltà di alcuni settori dell’economia. Ad oltre un anno dalla sua comparsa, la crisi pandemica ha molto ridimensionato le ambizioni dell’UE…

Giustiniano

20 gennaio 2021

 

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