Sabato, a Berlino, 20.000 persone hanno ricordato, in una manifestazione, le vittime dell’attentato razzista di un anno fa ad Hanau, una cittadina di meno di 100.000 abitanti non lontana da Francoforte sul Meno. Il corteo, partito dal quartiere di Neukölln, si è mosso in direzione di Berlino-Kreuzberg. I dimostranti mostravano cartelli con le foto e i nomi delle nove persone assassinate. « Hanau non è un caso isolato », era scritto sui manifesti.

Ad Hanau le vittime dell’attentato del 19 febbraio 1920 sono state commemorate. Nel tardo pomeriggio di venerdi’ una folla si è riunita in silenzio all’ora esatta in cui l’attentatore razzista aveva esploso i colpi di arma da fuoco, prima nel centro cittadino e poi nel quartiere di Kesselstadt. Anche in altre città tedesche le vittime sono state ricordate. Ai margini di una di queste manifestazioni, a Mönchengladbach, un uomo ha indirizzato ai partecipanti il saluto nazista. La polizia è intervenuta.

Nel frattempo anche i calciatori dell’Eintracht di Francoforte, in occasione della partita contro il Bayern, hanno partecipato al ricordo delle vittime. Sulle tute della squadra figuravano le foto e i nomi degli uccisi. In seguito Amin Younes, per festeggiare il gol segnato contro gli avversari nel match finito 2 a 0, ha esibito una maglietta con il ritratto di Fatih Saracoglu, una delle vittime.

I fatti di Hanau hanno lasciato il segno. La sera del 19 febbraio 2020, il nazista Tobias R., 43 anni, aveva sparato, uccidendo nove persone in vari punti della cittadina dell’Assia, prima di ammazzare sua madre e togliersi la vita. Precedentemente aveva diffuso su Internet pubblicazioni e video pieni di teorie complottiste e farneticazioni razziste. La « Iniziativa 19 febbraio Hanau » sottolinea, fra l’altro, il² « fallimento delle autorità prima, durante e dopo l’episodio. »

Giustiniano

22 febbraio 2021

 

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