Con le sue sortite contro l’ « islamismo di sinistra» (islamogauchisme), che « avvelena le università », la ministra francese della Ricerca, Frédérique Vidal, ha scatenato una polemica e si è talmente screditata che il suo stesso governo ne prende le distanze. In un’intervista TV a CNews, tribuna di personaggi politici di destra e di estrema destra, ha annunciato un’indagine nel CNRS (Centro Nazionale Ricerca Scientifica) e le università. Bisogna appurare se i programmi di ricerca sono realmente di interesse scientifico o se i ricercatori di Scienze umane si servono dei mezzi del CNRS o delle università per diffondere le loro idee politiche. Nel question time dell’Assemblea nazionale la ministra ha confermato di aver commissionato l’indagine e ha detto per giustificarsi di aver ricevuto lamentele di scienziati (di destra) perché « dei colleghi politicamente prevenuti li attaccano se formulano critiche alle loro opinioni ». Oltre all’ « islamogauchisme », la Vidal ha definito « temi controversi » anche il postcolonialismo, il razzismo, la discriminazione e l’emarginazione sociale.

La deputata della « France insoumise » Bénédicte Taurine ha definito l’uscita della ministra « una caccia alle streghe come in tempi che credevamo superati da un pezzo». Interrogato dopo la seduta settimanale del Consiglio dei ministri, il portavoce del governo, Gabriel Attal, ha sottolineato « l’assoluto attaccamento del presidente Macron e del governo tutto ai principi della libertà della scienza e dell’indipendenza dei ricercatori ». Del resto ci sarebbero attualmente temi più importanti, come la situazione estremamente difficile degli studenti durante la pandemia. In una lettera aperta, 600 scienziati francesi e stranieri denunciano una « polizia del pensiero » ed esigono le dimissioni della ministra. In una lettera collettiva anche due dozzine di rettori predono le distanze dalla Vidal e richiamano i « veri problemi della scienza, come la cronica carenza di personale e di mezzi ». Il rettore della Sorbona, Jean Chambaz, avverte che, con queste manovre, la Francia rischia di finire come l’Ungheria, la Polonia e il Brasile, che calpestano la libertà d’opinione e quella della scienza. Il ministro degli Interni, Gérard Darmanin, invece, ha difeso la ministra : « E’ coraggiosa e ha ragione. » Il motivo dell’iniziativa della Vidal si puo’ cercare, semplicemente,  nella sua candidatura alle prossime elezioni del presidente della Regione Provence-Alpes- Côte d’Azur ed al tentativo di recuperare il maggior numero possibile di elettori neofascisti.

Come Vidal e Darmanin, anche il ministro dell’Istruzione, Jean-Michel Blanquer, fa parte dell’ala destra del governo. Dopo l’assassinio dell’insegnante Samuel Paty per mano di un terrorista islamico, in ottobre, anche Blanquer si è esibito in una sortita contro l’ « islamogauchismo », diffuso, secondo lui, anche nelle scuole. Dopo che le sue parole sono cadute nel vuoto, ha spostato la sua critica su Jean-Luc Mélenchon, fondatore de « La France insoumise », accusato regolarmente di « islamogauchisme » quando reagisce ai sospetti e alle ostilità gratuiti nei confronti dei musulmani francesi nel quadro della lotta contro l’islamismo radicale e il terrorismo. A Mélenchon viene arbitrariamente attribuita una vicinanza ad organizzazioni discutibili come il « Collettivo contro l’Islamofobia in Francia » (CCIF), autodiscioltosi nello scorso ottobre prima di essere vietato dal ministero degli Interni e rinato ora a Bruxelles con il nuovo nome « Collettivo contro l’Islamofobia in Europa ». Da ricordare che l’islamofobia è un concetto inventato da islamisti militanti per impedire ogni critica alla loro concezione dell’Islam ed unire sulla base di quest’ultima la maggioranza dei musulmani.

Per la sinistra francese si tratta di non perdere il contatto con la massa dei musulmani, evidentemente pacifici, e di impedire che cadano nella trappola degli islamisti. Perfino il presidente socialista della Seine-St Denis, il più povero dipartimento francese, che con la sinistra ha ormai solo una lontana parentela, lamenta: « Ne ho abbastanza di essere insultato come « islamista di sinistra » quando attiro l’attenzione sulle condizioni di queste persone e del nostro dipartimento e come « islamofobo » quando metto in guardia dall’avanzata dell’islamismo radicale »…

Giustiniano

23 febbraio 2021

 

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