Da Pasqua, è in vigore in tutta la Francia il terzo lockdown, annunciato da Macron in un’allocuzione TV a metà della settimana scorsa e limitato, per ora, a quattro settimane. Fino al lunedi’ di Pasqua è stato possibile viaggiare liberamente, portare i figli dai nonni o ritirarsi nelle seconde case per restarci fino al mese prossimo. Adesso ci si puo’ spostare dal dipartimento di residenza solo in casi eccezionali e, fra le 19 e le 6, bisogna restare a casa. Le limitazioni ai movimenti sono minori di quelle imposte nel primo lockdown, perché ci si puo’ muovere, senza limiti di tempo, in un raggio di 10 km dalla propria abitazione.

Il governo fa appello alle imprese per incrementare il lavoro a distanza e annuncia controlli e perfino multe perché non tutte le possibilità sono state sfruttate. Dato che le vacanze scolastiche pasquali sono state prolungate e scuole materne e asili sono chiusi, per molti genitori lavorare in homehoffice e badare ai bambini è problematico. Dopo intralci iniziali, burocratici e logistici, la campagna di vaccinazioni prende vuota, ma molti medici criticano duramente il fatto che il governo, malgrado numerosi avvertimenti, ha rimandato a lungo il lockdown per proteggere gli interessi delle imprese. In una lettera aperta, 41 specialisti in terapie intensive della regione parigina prevedono nelle prossime settimane una mancanza drammatica di posti in reparti che, già adesso, sono al 130% delle loro capacità.

Nella popolazione, insieme alle misure adottate, cresce la stanchezza e l’insoddisfazione, alimentata dai media e dall’opposizione, anzitutto da quella di destra. Secondo i sondaggi, mentre nel primo lockdown il 96% dei francesi era d’accordo, adesso è solo il 56%. Manifestazioni ed altre forme di resistenza organizzata sono quasi assenti, mentre si moltiplicano addensamenti di persone quando il tempo è bello. Si sente sempre più spesso di ristoranti aperti illegalmente, che fanno entrare i clienti dalla porta sul retro. Un reportage della TV privata M6, secondo il quale perfino dei ministri hanno partecipato ad una cena da 400 euro a persona, ha destato l’attenzione. Il portavoce del governo ha reso noto nel frattempo di essere stato invitato, ma di aver rifiutato. L’organizzatore della serata, intimo amico di Marine Le Pen, ha tentato di banalizzare la sua bravata, definendola un pesce d’aprile. Ma i giornalisti di M6 insistono, assicurando che la cena c’è stata davvero e che, fra i 40 partecipanti, c’era almeno un ministro.

Se la notizia fosse confermata, il ministro in questione dovrebbe dimettersi subito, ha dichiarato il primo ministro, Jean Castex…

Giustiniano

8 aprile 2021

 

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