Si parla molto sui giornali  di questi giorni del 61° Festival di Sanremo, dei 12 milioni di italiani in delirio dopo il trionfo di Roberto Vecchioni, della prestazione del più che maturo ma sempre verde cantante Gianni Morandi nelle vesti di presentatore della melensa quanto longeva manifestazione canora e, soprattutto, nell’anno del centocinquantenario dell’Unità d’Italia, dell’intervento di Roberto Benigni e del suo commento dell’Inno di Mameli.Ma c’é un altro aspetto dell’annuale show sanremese di Benigni che merita di essere ricordato più del contributo alle celebrazioni dell’unità nazionale di quest’anno ed é quello che riguarda il testo di una delle canzonette in concorso nel 2009, quella del trentottenne cantautore Giuseppe Povia da Milano, che aveva potuto esibirsi un’ora dopo che Benigni aveva spiegato al pubblico la sostanza del suo messaggio. Lasciando il tono comico abituale, Benigni aveva affrontato in modo incisivo e perentorio il tema della condizione omosessuale : « “Pensate se la storia fosse stata all’inverso e se fosse successo agli eterosessuali : se un uomo fosse stato messo in un campo di concentramento perché amava una donna cosa avremmo detto?” e « I gay non sono peccati, il peccato è soltanto la stupidità ». “Gli omosessuali sono stati seviziati nei campi di concentramento perché amavano una persona. Pensate se ognuno di noi venisse torturato solo per la colpa di essersi innamorato. E’ un’assurdità. E’ incredibile che si parli ancora degli omosessuali. L’amore rassicura più della fede”. Dopo aver ricordato ” le tante cose che i gay ci hanno donato negli anni. Potrei citare almeno 500 omosessuali celebri”, l’attore aveva recitato con tutto il talento che conosciamo una delle lettere appassionate scritte dal grande scrittore inglese Oscar Wilde al suo amante Bossie (Lord Alfred Douglas), estratta dalla raccolta De Profundis.Lunedì sera [29 aprile 1895]Carcere di S.M., HollowayMio carissimo ragazzo,questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione. Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi ha rassicurato: che a mia madre non mancherà mai  niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice. Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’ Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai. Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè  la natura di  quell’amore non è stata compresa. Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci  proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te. Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale.Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! Possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie. Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspettami! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortaleOscarAlla fine, il pubblico del Teatro Ariston si era alzato in piedi per tributargli una lunghissima standing ovation.Ed ecco il testo della canzonetta di Giuseppe Povia :Luca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomo, Luca dice: prima di raccontare il mio cambiamento sessuale volevo chiarire che se credo in Dio non mi riconosco nel pensiero dell’uomo che su questo argomento è diviso, non sono andato da psicologi psichiatri preti o scienziati sono andato nel mio passato ho scavato e ho capito tante cose di me  mia madre mi ha voluto troppo bene un bene diventato ossessione piena delle  sue convinzioni ed io non respiravo per le sue attenzionimio padre non prendeva decisioni ed io non ci riuscivo mai a parlare stava fuori tutto il giorno per lavoro io avevo l’impressione che non fosse troppo veromamma infatti chiese la separazione avevo 12 anni non capivo bene mio padre disse è la giusta soluzione e dopo poco tempo cominciò a bere mamma mi parlava sempre male di papà mi diceva non sposarti mai per carità  delle mie amiche era gelosa morbosa e la mia identità era sempre più confusaLuca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomoSono un altro uomo ma in quel momento cercavo risposte mi vergognavo e le cercavo di nascosto c’era chi mi diceva “è naturale” io studiavo Freud non lapensava uguale poi arrivò la maturità ma non sapevo che cos’era la felicità un uomo grande mi  fece tremare il cuore ed è li che ho scoperto di essere omosessuale con lui nessuna inibizione il corteggiamento c’era e io credevo fosse amore sì con lui riuscivo ad essere me stesso poi sembrava una gara a chi faceva meglio il sesso e mi sentivo un colpevole prima o poi lo prendono ma se spariscono le prove poi  lo assolvono cercavo negli uomini chi era mio padre andavo con gli uomini per non tradire mia madreLuca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomoLuca dice per 4 anni sono stato con un uomo tra amore e inganni spesso ci tradivamo io cercavo ancora la mia verità quell’amore grande per l’eternitàpoi ad una festa fra tanta gente ho conosciuto lei che non c’entrava niente lei mi ascoltava lei mi spogliava lei mi capiva ricordo solo che il giorno dopo mimancava questa è la mia storia solo la mia storia nessuna malattia nessuna guarigione caro papà ti ho perdonato anche se qua non sei più tornato mamma ti penso spesso ti voglio bene e a volte ho ancora il tuo riflesso ma adesso sono padre e sono innamorato dell’unica donna che io abbia mai amatoLuca era gay e adesso sta con lei Luca parla con il cuore in mano Luca dice sono un altro uomoE’ chiaro che la madre, iperpossessiva e castratrice, è responsabile dell’omosessualità di Luca, che il padre, assente, non gli ha fornito un modello maschile (ma niente paura, il ragazzo « guarirà ») e che ci sono tutti gli ingredienti per colpevolizzare i padri e le madri di gay e lesbiche eventualmente incapaci di valutare freddamente l’intrinseca imbecillità di Luca era gay e adesso sta con lei e del suo psicologismo da bar dello Sport ma felici di respirare a pieni polmoni grazie alla ventata di umanità con cui Roberto Benigni ha investito l’italico  tempio della canzonetta.Il giorno successivo il video dell’intervento di Benigni, ripreso dalla trasmissione RAI che ritrasmetteva il festival, era disponibile su Youtube, ma la stessa RAI aveva subito fatto uso del suo diritto di copyright e  fatto interrompere la diffusione, a dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, che la difesa dei diritti degli omosessuali irrita Berlusconi ed i suoi sostenitori di qua e di là dal Tevere, oltre che di qua e di là dal Po,  in misura tale da rendere necessaria la soppressione (o meglio il tentativo di soppressione) di ogni traccia dell’informazione.

Torna in mente il grido di dolore di Sordello da Goito, che Dante Alighieri registra nel sesto Canto del Purgatorio, “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiero in gran tempesta, non donna di provincie ma bordello!”

Giustiniano Rossi

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