Annie Girardot, minata da anni dal morbo di Alzheimer, si é spenta oggi a Parigi, all’ospedale Lariboisière, assistita dalla figlia Giulia, che aveva avuto con Renato Salvatori, suo partner in « Rocco e i suoi fratelli » , l’uomo che, dopo averle vibrato ben tredici coltellate al cinema, l’aveva sposata nella vita.Una carriera soprattutto cinematografica, la sua, cominciata nel 1954, a ventitre anni, con il film « Tredici a tavola », proseguita con Gilles Grangier (Il dado é tratto), Jean Delannoy, Herni Verneuil, René Clair, Christian Jaque, Luchino Visconti, Mario Monicelli, Paolo e Vittorio Taviani, Valentino Orsini, Roger Vadim, Marco Ferreri, Terence Young, Carlo Lizzani, Ugo Gregoretti, Marcel Carné, Claude Lelouch, Mauro Bolognini, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Michel Audiard, Giuseppe Patroni-Griffi, André Cayatte, Claude Pinoteau, Jos é Giovanni, Francesco Maselli, Philippe De Broca, Luigi Comencini, Bertrand Blier e conclusa nel 2005 con Michael Hanecke.Jean Cocteau, che l’aveva vista giovanissima in teatro, l’aveva definita « il più bel temperamento drammatico del dopoguerra » ed é nel 1960, a ventinove anni, quando Luchino Visconti la chiama ad interpretare il personaggio indimenticabile di Nadia in « Rocco e i suoi fratelli », uno dei più grandi film sul dramma dell’emigrazione,  che arriva la celebrità, soprattutto in Italia, ma anche in Francia e nel mondo.Come dimenticare , in una carriera durata oltre mezzo secolo attraverso più di cinquanta film, oltre a « Rocco e i suoi fratelli », dove appare a fianco di Alain Delon e Renato Salvatori, « I compagni », di Mario Monicelli, che interpreta con Marcello Mastroianni, « La donna scimma » di Marco Ferreri, girato  con Ugo Tognazzi o « La Pianista » di Michael Haneke, ultima sua grande interpretazione a fianco di Isabelle Huppert ?Migliore interprete femminile alla Mostra di Venezia del 1965, vi conquista la Coppa Volpi con Tre camere a Manhattan, diretto da  Marcel Carné, nel  1996 arriva per quella che é stata senza dubbio l’attrice francese più popolare degli anni 70 il primo César come migliore attrice non protagonista nei Miserabili di Claude Lelouch e nel 2002 il secondo per La Pianiste di Michael Haneke.Ritirando quest’ultimo riconoscimento, l’attrice aveva commosso il pubblico dichiarando « Non so se sono mancata al cinema francese, ma a me il cinema francese é mancato. Follemente. Perdutamente. Dolorosamente. E la vostra testimonianza, il vostro amore mi fanno pensare che forse, dico forse, non sono ancora completamente morta ».Proprio cosi’.Giustiniano Rossi

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