Il 13 marzo 1954, a Dien Bien Phu, nel nord-ovest del Vietnam, i combattenti del Vietminh, il Fronte di Liberazione Nazionale del Vietnam, guidati da Vo Nguyen Giap, attaccavano le truppe del generale Henry Navarre.Delle forze di cui il Fronte disponeva nel 1954, 125 000 Vietnamiti inquadrati in 5 divisioni – che avevano di fronte un esercito efficiente, rifornito dall’aviazione, forte di 189 000 soldati – Giap aveva concentrato intorno a Dien Bien Phu, presidiato da 22 000 militari della Legione Straniera, da nordafricani, vietnamiti e da reparti francesi dell’aviazione e della marina,  50 000 uomini.La battaglia si concluse dopo 54 giorni: gli assedianti ebbero 8 000 morti e 15 000 feriti, mentre fra gli assediati 2 293 furono i morti, 5 195 i feriti e 10 998 i prigionieri.Tutto era cominciato quando, nell’imminenza della conferenza di pace che avrebbe dovuto sancire l’indipendenza del Vietnam, reduce da una guerra di liberazione che aveva impegnato il suo popolo contro la Francia prima, il Giappone in seguito ed ancora contro la Francia dopo la II guerra mondiale,  i Francesi tentarono di far pesare sul tavolo delle trattative una grande vittoria militare: si tratto’ in effetti di un disastro per la potenza coloniale, che dovette lasciare per sempre il Paese.Come fu possibile che un esercito dotato di armi moderne, sostenuto da uno Stato dotato di un’economia solida, di un grande potenziale industriale e di una tecnologia avanzata venisse sconfitto da un esercito di contadini, espressione di un Paese poverissimo, reduce da un secolare quanto spietato sfruttamento coloniale?La risposta è nel libro “Guerra di popolo” del generale Vo Nguyen Giap, nel quale vengono spiegate la tattica e la strategia adottate nella vittoriosa guerra contro i Francesi, le stesse che metteranno in ginocchio 500 000 soldati USA con la loro aviazione e la loro artiglieria, il loro napalm ed il loro agente Orange,  negli anni successivi e condurranno alla liberazione ed all’unificazione del Vietnam nel 1975.“… Se si pone la questione “come è riuscito a vincere il popolo vietnamita?” “la miglior risposta, la più esatta e la più completa, non puo’ essere che questa: il popolo vietnamita ha vinto perché la sua guerra di liberazione era una guerra di popolo”. “Quando la resistenza si diffuse in tutto il paese, il partito comunista indocinese sottolineo’ nelle sue direttive che essa doveva essere di tutta la popolazione: in questa linea di condotta fu il segreto della vittoria”. “Guidando con una giusta strategia ed una giusta tattica la rivoluzione nazionale democratica, il nostro partito indico’ al popolo gli obiettivi da raggiungere: l’indipendenza e la democrazia. Non bastava pero’ avere degli obiettivi conformi alle aspirazioni fondamentali del popolo”. “Bisognava fare il possibile per illuminare le masse popolari, educarle ed incoraggiarle, organizzarle nella lotta per la salvezza nazionale. Il partito si dedico’ totalmente a questo lavoro, all’unificazione di tutte le forze nazionali, all’allargamento ed al consolidamento di un fronte nazionale unificato, il fronte Vietminh”. “Le necessità della guerra popolare del Vietnam esigevano l’adozione di una strategia e di una tattica adeguate sulla base delle caratteristiche del nostro popolo e di quelle del nemico, delle condizioni concrete del campo di battaglia e del rapporto di forze a confronto. Questa strategia doveva essere la “strategia di una guerra di lunga durata”.La battaglia contro il colonialismo e l’imperialismo continua, in Medio Oriente come in Asia, in Africa come in America Latina, anche se il colonialismo è diventato neo-colonialismo,  l’imperialismo esportazione della democrazia e le guerre imperialiste operazioni di polizia internazionale, mentre quanti al colonialismo ed all’imperialismo si oppongono sono diventati terroristi.Rileggere “Guerra di popolo” non ci sembra inutile.Giustiniano Rossi

Print Friendly