Vo Nguyen Giap nasce il 25 agosto 2011 nel villaggio di An Xa, provincia di Quang Binh, in quella che veniva chiamata « Indocina francese », serve nell’esercito popolare vietnamita, raggiungendo il grado di generale, dal 1944 al 1991, dirigendo l’offensiva del Têt, l’offensiva di Pasqua e la presa di Saigon. Il suo nome è legato a due guerre di liberazione del suo paese : la prima guerra d’Indocina (1946-1954) e la guerra del Vietnam (1960-1975).

Oltre a partecipare alle battaglie di Lang Son (19509), Hoa Binh (1951-1952), Dien Bien Phu (1954), all’offensiva del Têt (1968), all’offensiva di Pasqua (1972) ed alla campagna finale che culmina con la presa di Saigon (1975), è  giornalista, ministro degli Interni nel governo del Viet Minh presieduto da Ho Chi Minh, comandante militare del Viet Minh, comandante dell’Esercito popolare vietnamita, ministro della Difesa, membro del Politburo del Partito Lao Dong.

I genitori di Vo Nguyen sono contadini e il giovane Vo, quattordicenne,  si unisce al Tan Viet Cach Mang un romantico gruppo rivoluzionario e a sedici viene ammesso al Quoc Hoc,  liceo francese di Hué dal quale è espulso due anni dopo per aver organizzato uno sciopero studentesco. Nel 1933 Giap entra all’università di Hanoi, conseguendo la laurea in scienze politiche, economiche e giurisprudenza. Negli anni 30 è insegnante e giornalista e partecipa a numerosi movimenti rivoluzionari.

Si iscrive al Partito comunista del Vietnam nel 1931 e prende parte a parecchie dimostrazioni contro la dominazione francese in Indocina, contribuendo alla fondazione del Fronte democratico nel 1933. Giap è arrestato nel 1930 e sconta 13 mesi nella prigione di Lao Bao. Negli anni del Fronte popolare in Francia fonda Hon Tre Tap Moi, giornale clandestino socialista e Le Travail, in francese. Quando la Francia mette fuori legge il partito comunista, nel 1939, Giap scappa in Cina, dove raggiunge Ho Chi Minh, leader del Viet Minh.

Durante il suo esilio sua moglie, sua sorella, sua padre e sua cognata sono arrestati, torturati ed in seguito giustiziati dai francesi. Torna in Vietnam nel 1944 e fino al 1945 contribuisce all’organizzazione della resistenza contro l’occupante giapponese. Dopo la resa dei giapponesi, il Viet Minh ed altri gruppi occupano numerose città e formano un governo provvisorio nel quale Giap è nominato ministro degli Interni.

Nel settembre 1945 Ho Chi Minh annuncia la formazione della Repubblica democratica del Vietnam, ma all’insaputa del Viet Minh Truman, Churchill e Stalin hanno già deciso a Potsdam l’assetto del Vietnam dopo la Guerra, che prevede che il nord passi sotto il controllo della Cina nazionalista e il sud sotto controllo britannico. Nel 1946 la Francia ristabilisce il suo controllo sul Vietnam, le truppe britanniche lasciano il paese, mentre la Cina nazionalista ritira le sue truppe in cambio della promessa dei francesi di rinunciare a pretese territoriali in Cina.

Tornati i francesi, i primi scontri sporadici si trasformano in una guerra fra la Repubblica democratica del Vietnam (Viet Minh) e le forze di occupazione, ma nel 1949 l’Armata rossa cinese arriva al confine nord del Vietnam ed il conflitto diventa una guerra convenzionale  fra due eserciti con armi moderne. Delle forze di occupazione fanno parte truppe marocchine, tunisine, algerine, laotiane, cambogiane, vietnamite e di minoranze etniche vietnamite, l’esercito professionale francese e unità della Legione straniera.

La sinistra in Francia  e alcuni intellettuali guidati da Sartre la chiamano « la sale guerre ». Ormai persuasi di non poter vincere la guerra, i francesi cercano un accordo con il Viet Minh, che non li considera degni di fiducia, mentre in Francia l’opinione pubblica continua ad essere ostile alla guerra per vari motivi, fra i quali la cattura, il ferimento o la morte di molti francesi fra il 1946 e il 1952, l’impossibilità di far fronte ai costi della guerra (il doppio di quanto la Francia riceve dagli USA grazie al Piano Marshall), il protrarsi del conflitto, la presa di coscienza che i francesi non hanno  nessuna giustificazione morale per restare in Vietnam, il sostegno di una parte della sinistra al Viet Minh ed al suo progetto di fondare uno stato socialista.

Nel dicembre 1953 i francesi costruiscono una base a Dien Bien Phu, sfidando Giap, che prepara la battaglia creando diversioni in altre zone e posizionando pezzi di artiglieria  in buche dissimulate tutto intorno a Dien Bien Phu per prevenire attacchi dell’aviazione francese. Le truppe vietnamite accerchiano i francesi, scavando un dedalo di trincee e di gallerie tutto intorno. I francesi, in trappola, chiedono aiuto agli americani, che suggeriscono di usare contro il Viet Minh armi nucleari tattiche. Tuttavia Eisenhower rifiuta di intervenire senza l’accordo della Gran Bretagna ma Churchill dichiara che attenderà il risultato delle trattative di pace di Ginevra prima di farsi coinvolgere.

Il 13 marzo 1954 Giap lancia l’offensiva finale e per 54 giorni le sue truppe conquistano una posizione dietro l’altra. Il comandante dell’artiglieria francese, colonnello Piroth, si suicida, il comandante di Dien Bien Phu, generale De Castries, viene catturato vivo nel suo bunker, i francesi si arrendono il 7 maggio, lasciando sul terreno 2 200 morti, 5 600 feriti e 11 721 prigionieri.

Giap resta comandante in capo dell’Esercito popolare del Vietnam anche durante la guerra scatenata dagli USA che inventano, il 4 agosto 1964, un incidente nel golfo del Tonkino per « giustificarla », trasformando le sue forze  in un grande esercito convenzionale con armamento relativamente sofisticato, anche se inferiore a quello americano. Nel 1969 hanno inizio a Parigi le trattative di pace fra rappresentanti degli USA, della Repubblica del Vietnam – uno « stato » inventato dagli americani – della Repubblica democratica del Vietnam e del FLN, ma ben cinque anni saranno necessari perché le prime truppe americane lascino il Vietnam. Solo nel 1973 Nixon accetta di firmare la Pace di Parigi, dopo che le ultime truppe americane hanno lasciato il paese nel marzo 1973. Il Congresso taglia i fondi al governo fantoccio di Thieu.

Giap svolge un ruolo essenziale in tutte le decisioni militari alla fine della guerra e nella primavera del 1975 lancia l’ultimo attacco a Buon Ma Thuot, importante nodo stradale e punto debole delle forze nemiche. Il morale delle truppe della « Repubblica » del Vietnam crolla, Giap attacca Da Nang, dove si trovano 100 000 soldati delle migliori divisioni sud-vietnamite. In marzo viene conquistata Hué. Il generale Le Trong Tan entra a Saigon il 30 aprile 1975 e cattura, vivo, l’ultimo presidente della « Repubblica » vietnamita, Druong Van Minh.

Nel nuovo governo della Repubblica socialista del Vietnam Giap resta ministro della Difesa. Lascia il ministero nel 1980 e il Politburo nel 1982, restando nel Comitato centrale fino al 1991. Giap scrive diverse opere di teoria e strategia militare : Grande vittoria, grande compito;  Esercito popolare, Guerra popolare ;  Dien Bien Phu e Vinceremo.

La disfatta dei francesi demoli’ l’idea dell’invincibilità degli occidentali e ispiro’ lotte anticoloniali in tutto il mondo. Fu Giap a progettare il « sentiero di Ho Chi Minh » 2000 miglia fra giungla e montagne, una delle zone più bombardate di tutte le guerre e fu sempre Giap a progettare l’offensiva finale del 1975. Considerato uno dei più grandi leaders militari del 20° secolo, Giap era insegnante e giornalista.

Sempre perfettamente lucido, oggi Giap vive con sua moglie in una vecchia casa coloniale di Hanoi, dove conduce un’esistenza modesta. Si alza alle 5, fa ginnastica, ascolta le notizie su RFI e quindi alla radio vietnamita. Sono andati a trovarlo Robert McNamara, Lula, Chavez, Thabo Mbeki.

La più recente battaglia del generale riguarda l’ambiente : oltre ad opporsi all’apertura di miniere di bauxite sugli altopiani, Giap ha scritto una lettera aperta al governo chiedendogli di fermare il progetto di sfruttamento minerario del gigante cinese dell’alluminio Chinalco.

Parigi, 23 settembre 2011

Giustiniano Rossi

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