« Amore non è guardarci l’un l’altro, ma guardare insieme nella stessa direzione » Antoine de Saint-Exupéry –Terre des hommes

A giugno dell’anno scorso, in occasione dell’Europride, è stata presentata a Roma la favola Piccolo Uovo, scritta da Francesca Pardi e illustrata da Altan, che ha dichiarato « Ho illustrato Piccolo Uovo perché Francesca Pardi me l’ha proposto. Questa favola mi è sembrata una bella idea, utile per stimolare un discorso nelle case. Tra le famiglie. I genitori omosessuali esistono. Hanno sempre più visibilità. E’ meglio preparare i piccoli a tutto questo. Il dialogo tra bambini e adulti è il modo migliore per affrontare i cambiamenti della società. In tre mesi non si cambia nulla ma alla lunga ogni singola azione serve.

Qualche mese fa il libro è uscito in libreria,  pubblicato dalla Casa editrice Lo Stampatello. E’ la storia di un piccolo uovo che non si schiude perché il suo occupante non ha voglia di nascere : gli hanno detto infatti che lo aspetta una famiglia, ma lui non ha ben idea di cosa significhi. Decide allora di andare in avanscoperta e incontra le composizioni più diverse: famiglie con due mamme o due papà, con una mamma e un papà, con dei cuccioli adottati, con un papà e un cucciolo, con uno o più cuccioli. Tutte le combinazioni possibili, insomma. E a questo punto la curiosità è d’obbligo: quale meravigliosa famiglia fra le tante lo aspetta? I personaggi animali e  l’immediatezza dei disegni di Altan rendono il tutto ancora più semplice, ancora più naturale.

I tempi stanno cambiando e l’infanzia dei bambini di oggi va a scontrarsi con tematiche per noi ancora “difficili”. Se la società e le famiglie si trasformano, l’unica cosa importante è l’amore e non se appartieni ad una famiglia allargata, monogenitoriale o omosessuale. La favola politically correct , che racconta il viaggio di Piccolo Uovo alla ricerca della famiglia perfetta e del suo incontro con la coppia omosessuale di Pinguini in frac e bombetta con figli, non piace ad alcuni, mentre altri  ne auspicano la diffusione negli asili, nel cui patrimonio librario non risulta che la favola di Piccolo Uovo sia ancora entrata. Poichè la ricerca di una famiglia perfetta che gli doni amore, per alcuni è ancora un tabù.

L’assessore alle Politiche sociali nella giunta comunale milanese guidata da Giuliano Pisapia ha auspicato la diffusione del libriccino negli asili, dichiarando qualche mese fa, in occasione di un evento pubblico : «Ho letto il libro a mio figlio e da padre lo consiglio agli altri padri. Mi piacerebbe anche che i bambini potessero discuterne tra di loro». Marco Volante, presidente della Lega italiana nuove famiglie : « Auspichiamo che il libretto venga acquisito come testo di educazione civica nelle scuole comunali ». Di tutt’altro avviso il consigliere comunale del PdL, Francesco Migliorese, che sostiene che « Il messaggio veicolato dal fumetto di Altan ha connotati fortemente ideologici. Chiediamo che la giunta ne blocchi la diffusione », al quale risponde il presidente dell’Associazione radicale Certi diritti, Yuri Guaiana, secondo il quale « Una mozione di censura nei confronti di un libriccino che è sul mercato e si puo’ acquistare è inaccettabile ».

La sezione milanese dei fascisti di Forza Nuova arriva ad invocare, attraverso un post su Twitter, « Roghi in piazza », magari la stessa dove i lefebvriani hanno manifestato una settimana fa contro la pièce Sul concetto di volto nel figlio di dio di Romeo Castellucci, in scena al Teatro Franco Parenti dal 24 al 28 gennaio, ma niente riesce ad eguagliare i commenti dei lettori ad un articolo de Il Giornale della famiglia Berlusconi dal significativo titolo « Ora Pisapia insegna ai bambini la famiglia gay ». Citarne uno solo è più che sufficiente : « Violenza spacciata per normalità. Nessuno si preoccupa dei danni irreparabili provocati in una psiche fragile in via di strutturazione. Non rispetta la complementarietà delle figure genitoriali imprescindibilmente eterosessuali. Questa é l’opera di costruzione dell’uomo nuovo preconizzata da quel criminale di marx con emuli anche nel nazionalsocialismo (entrambi figli dello stesso padre Hegel). Si vuole imporre con la violenta omologazione ciò che ripugna alla normalità e al sentire della maggioranza delle persone. Mi domando come possono tollerare questo atto di protervia arrogante gli pseudo cattolici che hanno votato questo individuo amorale e senza scrupoli di coscienza. Buon lavoro card. Scola. Dovrà ricostruire un tessuto etico e morale in una città che insieme all’ Europa ha perso ogni riferimento valoriale”.

Giustiniano Rossi

Parigi, 2 febbraio 2012

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