Nel presentare a Bruxelles il voluminoso rapporto « Analisi annuale dei rischi 2014 » – 84 pagine nelle quali neppure una parola viene spesa per la tragedia di Lampedusa o per i morti nel Mediterraneo - il vice-direttore di Frontex (Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne), Gil Arias-Fernandez, ha detto che l’immigrazione « illegale » è « drastica ». E, in effetti, il lavoro di Frontex è quello di riflettere su come attrezzarsi efficacemente CONTRO i profughi.

L’entusiasmo della primavera araba ha ormai da tempo ceduto il passo alla disillusione. Nel caos del 2011 molti africani hanno approfittato dello spiraglio aperto da una riduzione dei controlli alle frontiere nell’Africa del nord per tentare di mettersi in salvo. Questo ha provocato un aumento del numero dei profughi e nuovi picchi degli arresti operati da Frontex.

Picchi che vengono raggiunti di nuovo nel 2014 : nei primi quattro mesi dell’anno sono stati «acciuffati » 42.000 profughi alle frontiere esterne dell’UE. Invece di trarre le dovute conseguenze da questa situazione, invece di cessare di trattare come dei criminali uomini, donne, bambini che cercano di sfuggire alla fame ed alla guerra, di riformare le leggi sull’asilo politico, di cambiare la sua politica commerciale e quella della « cooperazione », l’Unione Europea continua a consolidare la fortezza Europa e gli Stati del nord ad usare quelli del sud come cintura di sicurezza.

L’Italia assiste la Libia nel potenziamento logistico e materiale della sua frontiera meridionale, dato che, dopo la caduta di Gheddafi, il paese è diventato l’avamposto meno sicuro per bloccare i profughi. Ecco l’unico tipo di collaborazione che l’Unione europea concepisce e pratica con il continente vicino !

Per molti africani significa la morte.

Giustiniano Rossi

Parigi, 20 maggio 2014

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