Cittadinanza significa accesso ai diritti fondamentali. E’ « il diritto di avere diritti ». La cittadinanza non è un’onorificenza da attribuire a qualcuno per una sua particolare prestazione. Eppure è proprio questo che ha fatto il governo greco accordando, il 2 gennaio,  la cittadinanza greca a tre pescatori migranti perché, nello scorso luglio, avevano salvato dei greci che sarebbero annegati dopo essersi gettati in mare per sfuggire ad un terribile incendio. In settembre si era verificato un caso simile in Francia. Il migrante maliano Mamoudou Gassama aveva ottenuto la cittadinanza francese dopo aver scalato a mani nude un edificio di quattro piani per salvare un bambino aggrappato a un balcone.

Nel 2015, le sorelle Sarah e Yusra Mardini, quest’ultima olimpionica di nuoto, durante la loro fuga dalla Siria hanno salvato dall’annegamento altri 18 profughi. Si sono trascinate dietro pe ore un canotto sfondato fino alla costa greca. Sarah Mardini, che vive a Berlino dopo essere stata fortemente impegnata nell’aiuto ai rifugiati sull’isola di Lesbo, è stata detenuta per mesi in Grecia con accuse discutibili prima di tornare libera, su cauzione, los corso dicembre. La differenza ? Le persone salvate dalle sorelle Mardini, in favore delle quali Sarah continua ad impegnarsi, non erano europee ma profughi. E i governi europei ostacolano il salvataggio in mare anche da parte di navi private, arrivando a criminalizzarle per il loro impegno. Le navi Sea Watch e Sea Eyen, con 49 migranti a bordo, aspettano davanti alle coste maltesi di poterli fare sbarcare. La politica europea dell’immigrazione è corresponsabile della morte di almeno 2262 migranti che tentavano di raggiungere l’Europa dall’Africa.

I tre pescatori che hanno ottenuto la cittadinanza greca sono Gani Xheka, 35 anni, albanese,  e gli egiziani Emad El-Khaimi, 50 anni, e Mahmoud Ibrahim Musa, 46 anni. Quest’ultimo vive in Grecia da 31 anni. Secondo la BBC, il presidente greco Pavlopoulos definisce il loro gesto « un messaggio per le formazioni populiste e xenofobe, contrarie allo spirito umanista e solidale europeo ». Ha ragione di dire che gli europei hanno da imparare da loro. Ma come puo’ definire umanista e solidale lo spirito europeo se, per la politica europea, le vite umane hanno valore tanto diverso ? Un’Europa che pretende di  rivendicare valori come l’umanesimo e la solidarietà dovrebbe organizzarsi nello stesso modo per la sopravvivenza delle persone, che siano greci o profughi siriani salvati dall’annegamento. E dovrebbe garantire ai suoi abitanti uguale accesso ai diritti. Non come premio per un particolare impegno, ma sulla base della loro esistenza come persone. E’ questo l’unico umanesimo che potrebbe essere onestamente definito come tale.

Giustiniano

4 gennaio 2019

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