Mentre è ormai generalizzato il ricordo dell’Olocausto, un altro genocidio, quello dei popoli slavi, preparato ed eseguito per gli stessi motivi razzisti, è dimenticato. Hitler guardava ad est, verso la Russia. Nel « Mein Kampf » c’è già la road map di una campagna di conquista ed annientamento realizzata in seguito minuziosamente. Si tratta di 30 milioni di persone nell’URSS, di 6 milioni in Polonia, di 2 milioni in Jugoslavia ai quali si aggiungono mezzo milione di cecoslovacchi e mezzo milione di Rom e Sinti. In totale, 40 milioni, che rendono evidente l’asimmetria fra il ricordo dell’Olocausto e quello del genocidio dei cosiddetti « Untermenschen » slavi.

Sono responsabili dei 6 milioni di vittime dell’Olocausto, delle quali 3 milioni sono ebrei polacchi e 2,5 milioni ebrei sovietici, 250.000 membri delle SS e della polizia con la complicità di 150.000 collaboratori nei paesi occupati. La conquista e l’occupazione dell’Europa (esclusa l’Inghilterra), invece,  è opera dei 19 milioni di soldati della Wehrmacht. 10 milioni sono impegnati sul fronte orientale e sono responsabili della morte di 7 milioni di caduti in combattimento, 3,5 milioni di prigionieri e 15 milioni di civili sovietici uccisi. Quasi ciascuno di questi 10 milioni di soldati tedeschi diventa un assassino o è parte di una macchina per uccidere e contribuisce al suo funzionamento.

Quasi ogni famiglia tedesca ha due o tre soldati al fronte, che scrivono e raccontano quello che avviene. E’ questa la differenza nella cultura del ricordo. In generale le responsabilità dei 250.000 SS e poliziotti non riguardano direttamente le famiglie, favorendo il solito « è stata colpa di Hitler ». E anche le responsabilità di milioni di soldati della Wehrmacht e dei loro parenti, immortalati negli album di famiglia, sono negate nella Germania occidentale fino agli anni 90 e una maggioranza della Germania unificata non è disposta ad assumerle neppure oggi.

Anticomunismo più antisemitismo sono il nocciolo della propaganda nazista. L’URSS incarna il « bolscevismo ebraico ». Mentre dopo il 1945 l’Olocausto non puo’ più essere negato, l’anticomunismo diventa la base della politica tedesca occidentale. C’è chi sostiene perfino che Hitler sia stato lungimirante attaccando l’URSS ed è considerato normale che gli alleati occidentali premino la Repubblica federale facendone la punta di lancia dell’Alleanza impegnata nella Guerra fredda.

Negli altri paesi della galassia nazifascista, e anzitutto in Italia, responsabile dell’orrore delle guerre coloniali in Africa e, a partire dal 1938, della ignobile persecuzione degli ebrei e dell’occupazione, fra l’altro,  della Slovenia e dell’Albania, il discorso è analogo. Altro che « italiani brava gente » ! Le differenze sono solo quantitative, dato che l’Italia non ha i mezzi della Germania, la MVSN non è le SS e il Regio Esercito non è la Wehrmacht…

Giustiniano

10 maggio 2020

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