Le accuse dell’infermiera Dawn Wooten sono mostruose. Rivelano abusi clinici gravissimi. A parecchie migranti è stato asportato parzialmente o completamente l’utero in un campo di internamento americano, a loro insaputa e senza il loro consenso. Uno dei motivi sarebbe la barriera linguistica e la conseguenze carenza di « consenso e adeguata informazione ». La Wooten denuncia la scarsità di interpreti e riferisce che spesso il personale deve informare sul loro trattamento le pazienti che parlano spagnolo solo mediante il traduttore Google. Le ospiti di questo campo vengono in gran parte dall’America centrale e meridionale. Responsabile di quanto avviene nel « Irwin County Detention Center », nello Stato USA della Georgia, è l’Autorità statale per la Dogana e l’Immigrazione “ICE” (US Immigrations and Custom Enforcement).

Non è ancora chiaro quante siano le donne vittime di questa sterilizzazione forzata. Il ginecologo che ha eseguito gli interventi sarebbe un « collezionista di uteri ». La Wooten ed altre infermiere affermano che « l’utero è stato asportato a quasi tutte le sue pazienti ». Fino a 20 donne negli ultimi sei anni. Il ginecologo accusato è stato identificato. Risiede a Douglas, in Georgia. Ha dichiarato al sito web “The Intercept” di aver asportato solo due uteri negli ultimo due – tre anni ed ha definite le accuse lesive della sua reputazione. Alla domanda se queste operazioni avvenivano nel campo si è rifiutato di rispondere. Una residente del campo ha riferito di cinque donne alle quali è stato asportato l’utero fra ottobre e dicembre 2019. Secondo le sue dichiarazioni, queste donne erano « confuse » parlando di questi interventi. Definisce il campo come un « campo di concentramento sperimentale dove vengono eseguiti esperimenti medici con i corpi delle ospiti ». Un’altra residente racconta che il ginecologo ha reagito con rabbia quando lei ha rifiutato di farsi togliere l’utero. Molte donne erano costrette a consultare il medico, dato che era l’unico ginecologo del campo. Altre lamentano la « durezzo del trattamento » in occasione delle visite ginecologiche e un’ex residente racconta che ha preferito essere espulsa piuttosto che sterilizzata.

Lunedi’ alcune organizzazioni umanitarie, fra cui « Project South », insieme a delle avvocate, hanno sporto denuncia all’ispettore generale del ministero USA per la Protezione della Patria. Al centro del loro rapporto ci sono le testimonianze di ospiti del « Irwin County Detention Center » e dell’infermiera Wooten,  che vi lavora. Nell’accusa si segnala, oltre ai gravi abusi medici, anche il disinteresse per le misure di sicurezza anti-Covid. In seguito alle accuse contro la direzione del campo nella Irwin County, alcune rappresentanti del Partito democratico, fra le quali la sua portavoce alla Camera Nancy Pelosi, hanno chiesto un’ispezione approfondita. La deputata di Washington Pramila Jayapal ha scritto su Twitter che c’è da temere che si tratti solo della punta dell’iceberg. Mentre a livello politico si discute sulle dimensioni degli abusi, alcune residenti hanno fatto appello all’opinione pubblica americana con le parole : « siamo figlie, madri, mogli. Abbiamo bisogno di aiuto. Vi chiuediamo aiuto ».

Giustiniano

17 settembre 2020

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