Nel pieno del dibattito, sempre più teso, sulla situazione dei migranti centro-americani e dei richiedenti asilo alla frontiera meridionale degli USA, la Camera dei rappresentanti ha approvato due leggi per proporre a migranti che vivono da tempo nel paese un percorso verso la naturalizzazione. Una maggioranza di 228 a 197 deputati ha approvato giovedi’ una prima legge, che potrebbe giovare a 2,5 milioni di migranti sans papiers, fra i quali i cosiddetti « Dreamer », giovani entrati in USA da piccoli, con i loro genitori, senza documenti validi. Nel 2012 Obama aveva varato un decreto, il cosiddetto DACA Act, che li proteggeva dall’espulsione e accordava un permesso di studio e di lavoro. Trump ha cercato di annullare il decreto ma è stato bloccato dai tribunali. Adesso hanno approvato la legge, oltre ai democratici, anche nove deputati repubblicani.

Il secondo progetto di legge garantirebbe un soggiorno legale a un milione di braccianti agricoli e alle loro famiglie. E’ una proposta sostenuta anche da trenta deputati repubblicani, provenienti specialmente da Stati federali dove domina l’agricoltura, nei quali già da tempo la forza lavoro dei migranti è indispensabile. Resta incerto se queste proposte abbiano una qualche probabilità di essere approvate anche in senato. Nella seconda Camera vige la cosiddetta regola del « filibustering », in base alla quale serve una maggioranza di 60 senatori su 100 per poter mettere in votazione delle leggi. Attualmente, il gruppo repubblicano e quello democratico contano ciascuno 50 seggi. E, sebbene l’opinione pubblica sia favorevole ad una riforma che apra una strada verso la legalità specialmente ai « dreamer », ma anche ai 12 milioni di sans papiers che vivono da anni negli USA, i repubblicani hanno perseguito, sotto Trump, una dura politica anti-migranti.

Il nuovo presidente, Joe Biden, nei primi giorni dopo il suo insediamento ha ritirato una serie di decreti che rendevano difficile l’ingresso negli USA ai richiedenti asilo varati da Trump. Ha rivisto fra l’altro i Trattati con il Guatemala, l’Honduras e El Salvador, che dichiaravano quegli Stati « sicuri » e ritirato anche il regolamento, introdotto da Trump, in base al quale anche profughi minori non accompagnati dall’America centrale dovevano aspettare l’esito del procedimento che li riguardava fuori del territorio USA, cioé dal lato messicano del confine. Il risultato è che, nelle ultime settimane, sono effettivamente arrivate alla frontiera meridionale degli USA più persone e 4.500 minori non accompagnati sono attualmente custoditi negli USA.

I repubblicani hanno buon gioco per accusare i democratici di volere « frontiere aperte ». Naturalmente si tratta di propaganda, dato che sanno benissimo che le due proposte di legge riformatrici non hanno nessuna possibilità di essere approvate dal Senato…

Giustiniano

21 marzo 2021

 

Print Friendly