Napoleone (1769-1821), di cui quest’anno viene celebrato il bicentenario della nascita,  è stato ed è tuttora idolatrato. Eppure si è imposto grazie a un colpo di Stato, il 18 brumaio, distruggendo la Repubblica e sostituendola con l’Impero. E’ lui il becchino degli ideali di emancipazione della Rivoluzione francese e della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Ed è sempre lui ad aver messo l’Europa a ferro e fuoco. Ancora oggi, dalla Spagna alla Russia, la memoria collettiva è segnata dal ricordo di questa storia. Uno dei capolavori di Francisco Goya è « El tres de mayo » che mostra la violenza associata all’Impero.

E, infine, nel 1802 Napoleone ha ristabilito la schiavitù, abolita dalla Convenzione nel 1794. Un’eccezione francese troppo spesso trascurata. La Francia è il solo paese del mondo ad averlo fatto, macchiandosi di un crimine di lesa umanità, come si diceva già nel 18° secolo. Si dovrebbe insegnare la storia di questo personaggio, non certo onorarlo. In generale, invece, si fa il contrario.

E’ venuto il momento di aprire un dibattito sul posto che Napoleone deve occupare in Francia. La tomba dell’Imperatore è nel centro di Parigi, agli Invalidi, luogo emblematico, finanziato dalla Repubblica per celebrare colui che l’ha annientata. Le sue spoglie dovrebbero essere restituite alla famiglia perché niente giustifica che i francesi, e specialmente i discendenti di schiavi, paghino per un mausoleo che coltiva un culto contrario ai principi e ai valori della Repubblica.

Gli Invalidi potrebbero, molto più opportunamente, ospitare un Museo della Storia delle cinque Repubbliche francesi…

Giustiniano

8 aprile 2021

 

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