Venerdi’ 9 aprile, il tentativo di creare, nel suo deposito di Bessemer (Alabama,USA), il primo sindacato nei 25 anni di storia di Amazon, è fallito. La maggioranza del personale votante (la partecipazione è stata del 55%) si è pronunciata contro. Il movimento di Bessemer ha una dimensione nazionale. Durante la pandemia, gli affari di Amazon prosperano. Da mesi, Amazon ha fatto valere i suoi argomenti contro  la sindacalizzazione con post, manifesti, riunioni d’informazione settimanali nei depositi. I sindacalisti della « Retail, Wholesale and Department Store Divisione (RWDSU) avvicinavano il personale all’entrata, giorno e notte.

Il personale favorevole al sindacato denuncia ritmi infernali, mancanza di tempo per andare alla toilette o per mangiare un panino, mancanza di protezione, specialmente contro il Covid-19, e salari insufficienti rispetto al lavoro richiesto. Amazon sostiene che il salario orario è di 15 dollari l’ora – il doppio del salario minimo in Alabama – e che i lavoratori hanno dei vantaggi sociali come l’assistenza malattie. Amazon è il secondo datore di lavoro degli USA (800.000 dipendenti) dietro il gigante della grande distribuzione Walmart.

Il mastodonte del commercio in linea sembra essere riuscito ancora una volta a tenere i sindacati lontani dai suoi depositi americani. Anche l’ultimo tentativo, in un sito del Delaware nel 2014, era fallito. Il giro d’affari di Amazon, che ha assunto a tutta forza per soddisfare l’esplosione della domanda di clienti confinati, è aumentato di quasi il 40% rispetto al 2019 e i profitti, quasi raddoppiati rispetto al 2019, hanno raggiunto i 22 miliardi di dollari.

I bollettini contestati sono centinaia. In un comunicato reso noto venerdi’, il sindacato afferma che  Amazon « ha creato un’atmosfera di confusione, di coercizione e di paura di rappresaglie, interferendo con la libera scelta del personale ». Negli ultimi mesi, l’azienda aveva moltiplicato gli sforzi per scoraggiare il personale dalla creazione di un sindacato nel deposito, organizzando riunioni obbligatorie (e legali) durante le quali suoi rappresentanti denigravano i sindacati, affermando che mettevano a rischio i posti di lavoro, mandando SMS e mail che invitavano a votare « NO », facendo affiggere autoadesivi di propaganda antisindacale perfino nei gabinetti…

Secondo l’azienda « è facile predire che il sindacato affermerà che Amazon ha vinto questa elezione perché abbiamo intimidito i lavoratori, ma non è vero. Il nostro personale ha ricevuto molti più messaggi anti-Amazon da parte del sindacato, dei politici e dei media rispetto ai nostri. E Amazon non ha vinto : i nostri dipendenti hanno fatto la scelta di non aderire al sindacato. »

Forse è il caso di ricordare che, secondo un antico proverbio, a volte bisogna perdere una battaglia per vincere la guerra…

Giustiniano

10 aprile 2021

 

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