Bernard « Bernie » Madoff, il più grande imbroglione di Wall Street, condannato nel 2009 a 150 anni di carcere, è morto mercoledi’, a 82 anni, in una prigione del North Carolina. Al culmine della crisi finanziaria, rinonosce di essere colpevole di undici capi d’imputazione, fra i quali truffa e riciclaggio. Il giocoliere della finanza alleggerisce di dozzine di miliardi di dollari migliaia di investitori simulando per decenni asseriti, favolosi guadagni col denaro di sempre nuovi depositanti. Quando, nel 2008, il cosiddetto sistema Ponzi salta, molte delle sue vittime perdono tutti i loro risparmi.

La carriera di Madoff a Wall Street comincia negli anni 60. Poco più che ventenne, finiti gli studi, il broker, originario del quartiere newyorkese di Brooklyn, fonda la sua ditta di investimenti. Con la promessa di alti interessi raccoglie denaro da depositanti. Membri della sua famiglia, amici e conoscenti gli affidano i loro risparmi. All’inizio degli anni 90 dirige la Borsa dei valori tecnologici Nasdaq. Il denaro si moltiplica continuamente – almeno sulla carta – e Madoff diventa una sommità negli ambienti della finanza e membro dell’alta società newyorkese.

Il sistema salta solo con la crisi finanziaria, quando molti investitori, improvvisamente, vorrebbero ritirare i loro depositi. Quando la ditta di Madoff crolla, i valori depositati dalla clientela hanno raggiunto i 65 miliardi di dollari. Sono disponibili, in realtà, 300 milioni di dollari. Madoff – celebrato fino a un minuto prima come star della finanza e amministratore di fondi ricercato dai superricchi – si rivela come un imbroglione e finisce in carcere per il resto dei suoi giorni. Lui stesso sostiene più tardi che i suoi imbrogli sono possibili perché istituti finanziari come la sua banca di fiducia, J.P.Morgan, guarda volutamente altrove.

Durante la sua detenzione, si dice che Madoff viva in carcere come un superstar. Secondo     alcuni media USA, nella prigione federale della cittadina di Butner (North Carolina) è una celebrità, una specie di Robin Hood, anche se meno generoso.  Shannon Hay, un codetenuto trafficante di droga, dichiara nel 2010 al New York Magazine che « toglie il denaro ai ricchi e agli avidi, che vogliono averne ancora di più ». Madoff, che fornisce a Hollywood materia per numerose serie TV e film, soffre di una malattia renale mortale. La sua domanda di grazia per poter morire in casa viene rifiutata l’anno scorso dal giudice che lo ha condannato. Secondo il suo avvocato « Bernie vive fino alla morte con sensi di colpa, pentito dei suoi misfatti ».

Nel 2011, in un’intervista dalla prigione al Financial Times, Madoff riconosce le sue malefatte e fornisce una spiegazione : « Lei deve capire la mia storia. Comincio con un capitale di 500 dollari. Vedo mio padre fallire e ne sono scosso. Continuo ad essere fuori dal club (le 500 ditte più importanti quotate alla Borsa di New York). Mi combattono ad ogni passo. Quando, nel 2009, il giudice lo condanna, Madoff vede le cose diversamente. Considera i suoi reati « straordinariamente malvagi ». Uno degli imbrogliati, Michael Schwartz, che ha perso i fondi che amministra fiduciariamente per delle famiglie, dice al giudice durante il processo : « spero solo che la sua pena sia abbastanza lunga perché il carcere diventi la sua bara. »

Giustiniano

16 aprile 2021

 

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