Sabato 29 maggio, il popolo di Parigi ha celebrato i 150 anni della Comune, una delle insurrezioni più significative della storia, sfilando da place de la République al cimitero del Père Lachaise cantando « Le temps des cerises », « La semaine sanglante », « Laissez faire, laissez passer », « Le chant des ouvriers », « La canaille ». La Comune è molto avanti rispetto al suo tempo. Migliora concretamente le condizioni di vita dei lavoratori.

E’ sospeso il pagamento degli affitti, sono create macellerie comunali, è vietato il lavoro notturno nei forni, sono istituiti consigli di gestione nelle imprese, requisite le fabbriche abbandonate, viene stabilita l’uguaglianza salariale fra uomini e donne in certe professioni e abolito l’insegnamento religioso. La repressione è terribile. I morti sono 20.000 e 4.000 i deportati. La Comune anticipa molte conquiste, fra le quali la separazione della Chiesa dallo Stato e il diritto di voto per le donne.

Dal 18 marzo al 28 maggio 1871 Parigi appartiene al suo popolo. I membri del Consiglio della Comune agiscono sotto il suo controllo. Quest’aspirazione al controllo popolare dell’azione pubblica continua a stimolare le lotte di oggi. I Gilets Jaunes respingono quelli che pretendono di rappresentarli come gli zadisti che difendono i territori dall’avidità delle classi dominanti. La critica radicale del sistema politico rappresentativo non è fine a sé stessa, bensi’ uno strumento per trasformare radicalmente la società.

La Comune resta viva nelle lotte sociali attuali e nei movimenti di emancipazione. L’opportunismo della sinistra storica ed il riemergere del fascismo rendono ancora più importante la riaffermazione dei suoi valori…

Giustiniano

30 maggio 2021

 

 

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