Il 5 giugno 2013 una squadra di skinheads aggredisce, a Parigi, dei militanti antifascisti. Clément Méric, 18 anni, è colpito al volto con un tirapugni e muore. Per questo delitto la Corte d’Appello di Parigi ha condannato ieri Esteban Morillo e Samuel Dufour a otto e cinque anni di reclusione. I due fascisti sono stati riconosciuti colpevoli di omicidio preterintenzionale con le aggravanti dell’uso di un’arma proibita e di aver agito in gruppo.

Esteban Morillo, 28 anni, aveva riconosciuto in un primo tempo di aver sferrato i colpi mortali. Condannato a 11 anni in primo grado, aveva invocato la legittima difesa in appello, dicendosi “desolato” per la morte “orribile” di Clément ma sostenendo di essersi difeso da una “trappola” organizzata da militanti antifascisti. Il tribunale non gli ha creduto. Samuel Dufour, 27 anni, era stato condannato a 7 anni in primo grado per aver partecipato all’aggressione ed aver impedito ai compagni di Clément di prestargli aiuto. Anche lui aveva sostenuto in appello di essersi difeso, ma la Corte è stata di parere diverso.

Le pene sono meno severe di quelle richieste dall’accusa, che aveva duramente criticato « l’ideologia mortifera » di questi ex skinhead, che ha provocato la morte « assurda » di Clément. I due accusati avevano assicurato di non essere più d’accordo con l’ideologia skinhead. Esteban Morillo ha perfino sostenuto « di non essere mai stato veramente implicato » con l’estrempa destra.

Oggi, a Parigi, un corteo di qualche migliaio di persone è sfilato da Place de la République a place Gambetta, nel XX arrondissement, dietro un grande striscione dove era scritto « 8 anni dopo, Clément vive nelle nostre lotte, scandendo slogan come « siamo tutti antifascisti » e « siamo tutti figli di Gaza ». C’erano antifa parigini, militanti della CGT, del NPA, dell’UCL del sindacato Solidaires, della CNT e dell’UNEF.

Giustiniano

5 giugno 2021

Print Friendly