Dissuadere e aiutare. Il messaggio di Kamala Harris – la vicepresidente degli USA alla quale Joe Biden delega il problema politico dei « migranti alla frontiera sud », in viaggio nell’America centrale – dopo l’incontro con il presidente guatemalteco Alejandro Giammattei, è chiaro : « non venite ». Chi arriva illegalmente alla frontiera sud degli USA sarà respinto. E’ un viaggio « estremamente rischioso » da sconsigliare a parenti e vicini, di cui « approfittano i trafficanti ». Gianmattei chiede di sospendere almeno i rimpatri delle vittime di catastrofi naturali, ricordando i due uragani che hanno colpito il Guatemala lo scorso anno. La Harris evita di rispondere, annunciando che gli USA investiranno 4 miliardi di dollari nei prossimi 4 anni in America centrale. 310 milioni erano stati accordati in aprile per combattere la fame.

Dopo il regresso della pandemia, i migranti alla frontiera sud degli USA sono di nuovo in aumento. Alla fine del mandato di Bush ne arrivava 1 milione all’anno. Con Obama 300-400.000. In aprile le guardie di frontiera ne hanno arrestato 40.000 (4.000 meno che in marzo) mentre traversavano il Rio Grande. La Casa Bianca è fra l’incudine e il martello. Da destra si sostiene che Biden ha perduto il controllo e il paese è in crisi. Da sinistra, la base del partito democratico e le Ong sostengono invece che, dopo la politica disumana di Trump, non si puo’ continuare sulla stessa strada. Biden ha fermato la costruzione del Muro alla frontiera ma non vuole apparire troppo « molle » sull’immigrazione. Per quest’anno, dopo un lungo tira e molla, si è deciso ad accogliere 62.000 profughi.

La Harris visiterà anche Messico, Honduras e Salvador. I problemi che impediscono alle imprese di investire nella regione sono, affermano i signori investitori, la corruzione e la violenza. Senza investimenti il lavoro scarseggia e la povertà spinge la gente verso gli USA, privando la regione di manodopera. In realtà, in America centrale non sono gli investitori ad avere problemi. Il problema sono loro. L’impresa mineraria del Nevada Kappes, Cassiday e associati (KCA) pretende dal governo guatemalteco, in un arbitrato secondo  regole del Trattato di libero scambio, 400 milioni di dollari per non aver protetto adeguatamente la sua miniera d’oro (le comunità locali manifestavano contro l’inquinamento delle scarse risorse idriche e la polizia ha attaccato i manifestanti). In effetti, KCA non ha mai rispettato i suoi obblighi per la protezione dell’ambiente e la sua miniera d’oro non è mai stata autorizzata. I procedimenti simili in corso, intentati da investitori esteri  contro governi latino-americani, sono oltre 300 e impediscono la realizzazione di una politica sociale e il rispetto delle norme ambientali.

Nei confronti dei profughi Biden attua una politica umanitaria dei piccoli passi. Sospende lo scempio di Trump all’inizio del suo mandato. Il ministero per la Protezione della Patria vieta la separazione dei nuclei familiari. I numeri di giovani migranti fermati per più di 72 ore passa da 6.000 alla fine di marzo a 455 a metà maggio. Ma, contemporaneamente, spedisce Kamala Harris in America centrale per annunciare che una dozzina di imprese, fra cui Matercard, Nespresso e Microsoft, sono pronte ad investire per creare posti di lavoro, senza dimenticare di intimidire gli aspiranti alla fuga…

Giustiniano

9 giugno 2021

 

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