Il governo Biden apre le ostilità con la Cina. Il tentativo di Trump di bloccare l’ascesa della Repubblica popolare con una guerra economica non ha avuto successo. Pekino continua a progredire. Gli USA non sono riusciti – almeno finora – a far crollare l’industria High Tech cinese con le sanzioni e gli embargo. Che fare ? Adesso Washington punta a consolidare la sua posizione economica. E quella militare. Martedi’ il Senato ha approvato un programma da 250 miliardi di dollari destinato a recuperare ritardi e lacune dell’industria USA, un tempo all’avanguardia. Negli elettroconduttori, dove 20 anni fa assicuravano il 37% della produzione mondiale e sono scesi oggi al 12%, nella mobilità elettrica, nell’intelligenza artificiale e in altri settori. Nel tentativo di tornare al vertice dell’economia mondiale gli USA pensano in grande.

Pronunciano parole chiare come forse mai prima « Vivremo nei prossimi 10 anni una trasformazione tecnoloigica maggiore di quella vista negli ultimi 50 » ha dichiarato alla fine d’aprile al Congresso Biden, che teme di restare indietro. Il capo della maggioranza democratica al Senato, Charles Schumer, avverte « se non facciamo niente i nostri giorni in quanto superpotenza dominante potrebbero essere contati. E Biden : « Siamo in corsa per la vittoria nel 21° secolo. Il segnale di partenza è stato dato ».

E se non si riesce a far retrocedere la Cina con gli strumenti della guerra economica e del riarmo economico ? Il ministro della Difesa USA, Lloyd Austin, ha dato disposizioni perché il Pentagono – ancora troppo implicato nelle vecchie guerre del mondo arabo-islamico – si concentri a fondo sulla Repubblica popolare, per conciliare capacità delle forze armate e priorità politiche. C’è urgenza. Negli anni scorsi le simulazioni di guerra USA, le cosiddette War Games, hanno sempre indicato che la Cina puo’ difendersi con successo da attacchi americani. Un esempio : è in condizioni di distruggere rapidamente e radicalmente rampe di lancio per i cacciabombardieri USA, rendendo molto difficili gli attacchi aerei. Un caso molto discusso è quello della base aerea USA di Guam, che sarà dotata di sistemi difensivi che costano miliardi perché sia di nuovo possibile vincere una guerra contro la Cina per il caso che l’ex superpotenza non riesca a fermare la sua decadenza con mezzi economici…

Giustiniano

11 giugno 2021

 

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