Le lodi anticipate tributate al primo viaggio in Europa del presidente degli USA, Joe Biden, e al vertice UE-USA di martedi’, si sono sprecate. Dopo tutte le liti e i colpi bassi dell’era Trump si torna finalmente all’unità transatlantica, si diceva. E’ possibile permettersi ancora dissapori che riducono forze e profitti in un’epoca in cui la Cina è non solo astrattamente in ascesa, ma si accinge a superare concretamente UE e USA sia in termini di forza economica che di progresso tecnologico ?

Non è il caso di mettere da parte – malgrado le differenze dovute agli interessi divergenti sulle due sponde dell’Atlantico – almeno le controversie evitabili, come ad esempio ridicoli dazi ? Era la speranza, presente su quasi tutti i giornali e gli schermi televisivi del Vecchio continente : una nuova, armoniosa era transatlantica.

E ora ? Il successo più importante del vertice di martedi’ è la sospensione per cinque anni dei dazi compensativi relativi alla lotta sulle sovvenzioni ad Airbus e Boeing, già operante da marzo. Motivo : le due industrie aeronautiche, gravemente colpite dalla crisi pandemica, devono essere puntellate nel prossimo futuro. Tanto più che, con la COMAC cinese, avanza un forte concorrente, in grado di rompere, prima o poi, il loro duopolio.

Non c è più da scherzare, negli USA come nell’UE. Ma il riavvicinamento fre le due Unioni si ferma qui. I dazi sull’acciaio restano. Nessuna disponibilità a cooperare da parte di Washington se Bruxelles introdurrà un valore limiite per le emissioni di CO2. Le restrizioni da parte degli USA all’esportazione di vaccini anti-Covid 19 e loro componenti restano.

A conti fatti, le posizioni di Biden non sono molto diverse da quelle del suo predecessore…

Giustiniano

17 giugno 2021

 

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