Michèle Alliot-Marie, MAM per i francesi, ministra degli Esteri nel governo Fillon III dal 14 novembre 2010, sembra arrivata a fine corsa dopo una carriera ministeriale unica, che l’aveva vista ministra della Difesa dal 2002 al 2007, ministra degli Interni dal 2007 al 2009, ministra della Giustizia dal 23 giugno 2009 al 13 novembre 2010 : prima donna ministra degli Esteri e prima donna a ricoprire quattro incarichi ministeriali maggiori nella storia di Francia. Ai suoi due primati, infatti, la sessantaquattrenne Michèle, figlia di Bernard Marie, ex-deputato dei Pyrénées-Atlantiques e sindaco di Biarritz, ne ha aggiunti molti altri nel breve lasso di tempo di tre mesi, sintetizzabili in uno solo, quello della dabbenaggine dimostrata quando, in piena rivoluzione dei gelsomini in Tunisia, aveva offerto al traballante regime di Ben Ali’ la cooperazione della polizia francese.La prima data significativa, secondo quanto riportato dal quotidiano Libération, é quella dell’11 gennaio 2011, quando in Tunisia i morti ammazzati dalla polizia sono già decine e la Francia continua a deplorare le violenze guardandosi bene dal condannarle e la sua rappresentante, la Signora Alliot-Marie, appunto, tiene fieramente testa alle critiche in parlamento e, invece di accettarle, le respinge in blocco offrendo “il savoir-faire, che é riconosciuto in tutto il mondo, delle nostre forze di sicurezza” ed aggiungendo « Effettivamente proponiamo ai due paesi di permettere, nel quadro della nostra cooperazione, di agire in questo senso perché il diritto di manifestare possa essere esercitato insieme alla garanzia della sicurezza ». Tre giorni dopo, Ben Ali’ lascia precipitosamente la Tunisia.Una settimana dopo, il 18 gennaio, Michèle, bersaglio delle critiche sempre più forti dell’opposizione, si dice « scandalizzata » da « polemiche inutili su interpretazioni erronee » e dichiara che non voleva prestare man forte alla dittatura che sparava sulla folla proiettili veri ma « trasmettere mediante la formazione professionale il savoir-faire di una gestione della folla senza uso sproporzionato della forza ». La Francia, afferma con il pieno sostegno di François Fillon, « non aveva previsto gli avvenimenti ». Sono passate meno di due settimane quando, il 30 gennaio, la ministra riconosce di aver trascorso le vacanze di Natale in … Tunisia, in piena rivoluzione ma giura di non aver avuto “nessun contatto privilegiato” con Ben Ali’, per farsi sbugiardare due giorni dopo, il 2 febbraio, dal Canard Enchaîné, che documenta come Michèle abbia usato durante le sue vacanze il jet privato dell’uomo d’affari  Aziz Miled, un intimo del cognato di Ben Ali’, per raggiungere il lussuoso albergo di proprietà di quel signore a Tabarka. Per nulla impressionata, la ministra sostiene che Aziz Miled é « una vittima del clan Ben Ali’ » che lo avrebbe « defraudato », spiegando che é montata sul jet quasi per caso : « Arrivando a Tunisi dopo Natale, un amico che andava a Tabarka, destinazione finale, con il suo aereo, mi ha effettivamente proposto di viaggiare con lui, dato che c’era posto, piuttosto di fare due ore di macchina. In nessun momento ha messo il suo aereo a mia disposizione, l’ho accompagnato per i venti minuti del tragitto in aereo ». Tre giorni dopo, il 5 febbraio, un’altra tegola piomba sulla testa della povera ministra, proveniente questa volta, dal Nouvel Observateur, che rivela come Michèle non abbia usato una sola volta, ma due il jet di Aziz Miled: infatti, per raggiungere Tozeur per un’escursione di un giorno nel sud tunisino, ha sorvolato una serie di città in piena di rivolta, come Sidi Bouzid, Kasserine ed altre. Imperturbabile, MAM mantiene il busto eretto e dichiara “Quando sono in vacanza, non sono ministra degli Affari esteri”, correggendosi tuttavia due giorni dopo su Europe 1E’ vero che si é ministri ventiquattr’ore su ventiquattro e 365 giorni l’anno” continuando a godere del pieno sostegno di François Fillon di cui si apprende, pero’, che ha potuto usufruire della generosità di Hosni Mubarak in occasione di un viaggio in Egitto. Il 10 febbraio il fronte della fermezza a protezione di MAM comincia a presentare le prime crepe ed infatti, in occasione della sua prestazione televisiva nella trasmissione Paroles de Français, Nicolas Sarkozy ammette che la destinazione scelta dalla ministra per le sue vacanze di Natale non é stata « l’idea migliore » e dice « di capire che possa scioccare », ricordando che la gita non é costata nulla al contribuente « non un centesimo di denaro pubblico é stato speso ».Ma cinque giorni più tardi, siamo ormai al 15 febbraio, il Canard Enchaîné affonda il coltello nella piaga, rivelando che con MAM ed il suo compagno Patrick Ollier, ministro per i Rapporti con il parlamento, presidente del gruppo d’amicizia franco-libico e già acceso fautore della riabilitazione del colonnello, c’erano i genitori della ministra, che avevano acquistato degli immobili di proprietà di Aziz Miled : Michèle sostiene imprudentemente che « La vita privata appartiene loro. Le acquisizioni riguardano solo loro e nessun altro » senza accorgersi che le sue parole fanno crollare la sua linea difensiva (viaggio privato o viaggio d’affari ? Aziz Miled incontrato per caso o organizzatore della vacanza ?).Il 22 febbraio il governo francese invia in Tunisia Christine Lagarde, ministra dell’Economia e Laurent Wauquiez, ministro  degli Affari europei. MAM non fa parte della delegazione ma non si scompone, sostenendo che precedenti impegni – una visita in Brasile – rendono impossibile una sua partecipazione.Se si considera che, forte di una quota di popolarità che non supera il 30%,  Nicolas Sarkozy intende ripresentarsi alle elezioni presidenziali del 2012 come candidato alla sua successione, il fatto che il 54% dei francesi dichiarino di auspicare le dimissioni da ministra degli Affari Esteri di Michèle Alliot-Marie non dovrebbe troppo preoccupare quest’ultima. Ma, come si dice in Francia, niente é meno sicuro. Ed infatti, secondo quanto riportato da Le Monde di oggi, rimpasto é fatto: Alain Juppé sostituisce Michèle Alliot-Marie al ministero degli Esteri, Claude Guéant sostituisce al ministero dell’Interno Brice Hortefeux, che diventa consigliere all’Eliseo, Gérard Longuet passa alla Difesa al posto di Juppé e Patrick Ollier, il compagno di MAM, resta al suo posto.Giustiniano Rossi

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