L’ANPI aveva definito « odioso e provocatorio » il DDL costituzionale depositato alla segreteria di Palazzo Madama il 29 marzo di quest’anno da Cristiano De Eccher, Fabrizio De Stefano, Francesco Bevilacqua e Achille Totaro, tutti senatori del sedicente Partito della Libertà inventato da Silvio Berlusconi, e da Egidio Digilio, senatore di altrettanto improbabili Futuro e Libertà, volto ad abolire la XII Disposizione transitoria della Costituzione Repubblicana che vieta « la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del partito fascista ».

Contattato telefonicamente, il senatore Francesco Bevilacqua aveva dichiarato «Sono passati 65 anni e che ‘transitoria’ e’? “da transitoria sta diventando definitiva”. Il comma di cui questi pretesi difensori della libertà presente e futura propongono l’abrogazione e’ il primo : “E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”. I padri costituenti aggiunsero poi un secondo comma, nel quale si stabilirono per un massimo di cinque anni dall’entrata in vigore della Costituzione “limitazioni temporanee al diritto di voto e alla eleggibilita’ per i capi responsabili del regime fascista”. Sulla base del primo comma, nel 1952 fu approvata la ‘legge Scelba’ che sanci’ il reato di ‘apologia del fascismo’.

Proviamo a scuotere dalle fondamenta uno dei pilastri della cultura borghese, quello secondo il quale « si dice ( cioé si deve dire) il peccato ma non il peccatore » e ripercorriamo la carriera politica del senatore Cristiano De Eccher, primo firmatario del DDL costituzionale, iniziata come responsabile per il Triveneto di Avanguardia Nazionale (un’organizzazione politica della destra neofascista fondata nel 1960 da Stefano Delle Chiaie e disciolta nel 1976) e continuata come coprotagonista nell’inchiesta sulla bomba di Piazza Fontana, che il 12 dicembre 1969 provoco’ la morte di 17 persone e il volo da un davanzale della questura milanese del ferroviere Pino Pinelli.

Nel 1973 i carabinieri perquisiscono la casa di De Eccher, grande amico di Franco Freda, condannato a 15 anni di reclusione per associazione sovversiva, e vi trovano una quantità di libercoli, volantini, manifesti, opuscoli e… 78 pile elettriche, indispensabili agli stragisti dell’epoca per confezionare esplosivi, che, secondo il giovane Cristiano, alto, biondo, nibelungo, discendente di una nobile famiglia del Sacro Romano Impero proprietaria del castello di Calavino nei pressi di Trento, « gli servono per i suoi hobby » (diversa la versione fornita dalla mamma : li usano per far giocare i figli di un amico di famiglia, il colonnello dei carabinieri Santoro, diretto superiore di quelli che effettuano la perquisizione, di cui si parla in un documento del SID inviato al generale Gianadelio Maletti).

Il documento del Sid e fonti neofasciste che indicano De Eccher come il custode del timer di Piazza Fontana aiutano il giudice Salvini a decriptare il messaggio della mamma : Santoro ha un solo figlio, famoso per aver depistato le indagini sulla strage di Peteano e, secondo Nico Azzi (militante milanese di Ordine nuovo condannato a quindici anni per strage, funerali nel 2007 in Sant’Ambrogio, a Milano, con la presenza del suo vecchio amico Ignazio La Russa, diventato nel frattempo ministro della Difesa) « fornitore del tritolo ufficiale » dei neofascisti in associazione con “Stefano Delle Chiaie, Paolo Signorelli, Mario Merlino, Franco Freda e Giovanni Ventura”, dunque la signora consiglia à mots couverts ai militi che effettuano la perquisizione di un eccedere in zelo, tanto sarebbe inutile, visto che il figlio è « coperto » da alti gradi dell’Arma.

Il giudice Salvini scrive “Purtroppo l’atto investigativo non era stato esteso al castello di Calavino di proprietà della famiglia De Eccher, dove, probabilmente i timer erano occultati. Se De Eccher, come pare ormai certo, ancora deteneva in quel periodo parte dei timer utilizzati per gli attentati del 12 dicembre 1969, la perquisizione avrebbe potuto consentirne il ritrovamento con conseguenze catastrofiche per il gruppo di Padova e per coloro che all’interno del Servizio avevano offerto loro copertura”. La carriera di Cristiano De Eccher continua : è lui che organizza, con i fratelli Cecchin, « un addestramento alla guerriglia sulle pendici della Maranza » con 50 chili di tritolo, detonatori e quattro moschetti, è autore di un attentato contro l’auto di uno studente di Lotta Continua e viene condannato a due anni per attività eversive.

Silvio lo assolverà e ne farà un senatore del Popolo della Libertà.

Giustiniano Rossi

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