3 ottobre 2009. Giorno della grande manifestazione a Roma per la libertà di stampa. A Parigi Place d’Italie, piazza che rappresentava la strada verso un territorio importante dell’Impero Napoleonico. Oggi noi lì a protestare contro l’impero economico-mediatico di Arcore. Noi immigrati dello stato italiano e da una politica a cui non riusciamo a disinteressarci : non riusciamo perché, prima di tutto se ne parla moltissimo (soprattutto ultimamente) e poi perché teniamo al nostro paese e ci accorgiamo che sui media la verità viene spesso nascosta. Facciamo quindi un gioco di minuziosa ricerca di notizie pur sapendo che anche le più vicine alla verità potrebbero celare argomenti scomodi. Ma è possibile questo? E’ vero che ci sono alcuni media cartacei o qualche programma televisivo che si “salva”, ma ormai abbiamo paura anche di loro o per loro.. Un giornalista oggigiorno in Italia si dice: “faccio la vita tranquilla o me la complico mantenendo però vivi i miei principi?”
Quindi sabato siamo scesi in piazza, una manifestazione internazionale con una partecipazione che da anni non se ne vedeva una tale. Era ora!.. Bisognava muoversi prima , e comunque bisogna fare ancora! A che serve mi diranno i più scettici.. Noi a Parigi, pur non essendo tantissimi c’eravamo, ed è (faccio un appello soprattutto ai più giovani) servito, perché se non eravamo lì non si sarebbe parlato di Parigi, per esempio.. E poi, anche se i media non ne parlano, la gente quand’è tanta, il passaparola (anche con l’aiuto di internet) anche se meno rapido dei media è quanto più efficace!
Ieri ho ascoltato il TG1, telegiornale più seguito in Italia, per vedere se (almeno) ne parlavano. Sapevo per il momento che Rai 3 (e il sito di Repubblica) era l’unica rete che aveva trasmesso la diretta. Guardo i titoli del tg1 e vedo già che la notizia è in quinta o sesta posizione. Poi arriva la notizia e io stupito alle immagini alle bandiere rosse e addirittura interviste a esponenti della sinistra estrema che non se ne vedevano da tempo. Immagini di giornalisti e del corteo niente. Sottolineano il fatto che la CISL e la UIL (e addirittura Pannella!) non erano presenti. Tutto era ovviamente una messa in scena per la replica successiva. Grandi attacchi della maggioranza dicendo che la manifestazione era prettamente politica e di propaganda dove insinuavano relazioni tra i partiti di Sinistra e il PD. Addirittura alla fine de servizio, collegamento speciale nello studio del direttore del TG1 il quale diceva che le querele contro i giornali fatte negli ultimi 5 anni erano state fatte per due terzi da esponenti di sinistra e che quindi la stampa è liberissima (detto da un uomo comprato dal Premier – imprenditore).
Signori, servizio speciale! Un uomo di un servizio pubblico(pagato dagli italiani, come dicono loro) che non solo è un dipendente di Berlusconi ma un uomo che ha venduto le sue idee!
La mancanza di libertà di stampa non è il “Giornale” che dice censuriamo Santoro, ma è Luttazzi, Biagi (purtroppo ormai morto), Grillo, la Dandini, ecc.. che sono già stati espulsi dall’informazione pubblica. E’ Berlusconi che fa appello agli italiani di non comprare più Repubblica. E’ l’impossibilità di fare satira. E’ lo speciale del direttore del primo TG italiano!
Io sono del parere che bisogna lottare (e anche i politici dovrebbero parlarne di più) nello specifico contro i Tg perché sono quelli i più visti e quelli che fanno più lavaggio del cervello agli italiani. Qual è la percentuale di italiani che leggono i giornali e che guardano i talk show? I Tg ce l’hanno fatta! Berlusconi all’inizio era tra la vittoria e la sconfitta, ora è con una maggioranza schiacciante e una vittoria incontestabile.
Sabato si è fatto un primo passo. La strada è ancora lunga. Bisogna lottare ancora, imprendiscibilmente dagli attacchi del premier (non perché lui dice “farabutti” e allora si scende in piazza). Bisogna fare in modo che non si ripeta questa situazione dopo la fine (chissà ancora per quanto) del suo mandato!
Sabato eravamo in tanti in tutta Europa. Questa gente ha rappresentato una giornata importante: piena di energia, iniziative, cultura e voglia di crederci ancora. C’è a repentaglio la libertà, frutto del lavoro e delle fatiche (anche rimettendoci la vita) dei nostri nonni e dei fondatori del paese; non abbassiamo lo sguardo.

Francesco Barosi

Print Friendly